PFVR TOSCANA, ANUU MIGRATORISTI: UN PIANO SBILANCIATO, LA NOSTRA BATTAGLIA NON FINISCE QUI
Dopo mesi di lavoro e un acceso confronto consiliare, la Toscana approva il primo Piano Faunistico Venatorio Regionale. Restano forti criticità e una tangibile insoddisfazione per un testo profondamente condizionato dalle componenti animal-ambientaliste e agricole*
Tutto bene? Niente affatto.
Per **ANUU Migratoristi Toscana** l’insoddisfazione per il nuovo Piano Faunistico Venatorio Regionale è profonda e motivata. Per mesi abbiamo lavorato sul documento adottato nella precedente legislatura, depositando decine di osservazioni e valutazioni elaborate con competenza e conoscenza diretta delle problematiche territoriali.
Dopo una lunga fase priva di un confronto adeguato, ci siamo però trovati davanti a un documento approvato dalla nuova Giunta regionale profondamente modificato e sbilanciato verso le posizioni delle componenti animal-ambientaliste e verso alcuni interessi del mondo agricolo. Un’impostazione per noi inaccettabile, alla quale abbiamo cercato di porre rimedio mettendo in campo tutte le forze e le competenze a nostra disposizione.
Ne è testimonianza il lavoro portato avanti insieme a **Federcaccia Toscana-UCT**, che è riuscita a coinvolgere migliaia di cacciatori attraverso decine di assemblee organizzate in tutta la Toscana. In quel percorso ANUU Migratoristi ha collaborato fianco a fianco, contribuendo a un gioco di squadra non soltanto tecnico, ma anche politico e territoriale, al quale si è successivamente unita anche Enalcaccia.
Sono state condotte numerose interlocuzioni con rappresentanti politici e istituzionali, insieme alle audizioni nelle sedi consiliari, con l’obiettivo di correggere quelle criticità che rischiavano di individuare nel mondo venatorio l’unica componente sacrificabile.
Tutto questo, purtroppo, non è stato sufficiente. La Regione Toscana ha scelto di spostare l’ago della bilancia verso una visione marcatamente animalista, accogliendo numerose impostazioni sostenute dalle forze politiche che ne rappresentano le istanze, a partire dal Movimento 5 Stelle.
A confermarlo è stato, a poche ore dall’approvazione del Piano, il comunicato della consigliera Irene Galletti, che ha rivendicato apertamente il risultato ottenuto dal proprio partito e il cambio di paradigma imposto rispetto all’impostazione originaria del PFVR. Una presa di posizione che rende ancora più difficile sostenere che il Piano non abbia subito stravolgimenti o che il risultato finale possa essere definito realmente equilibrato.
La delusione è forte. Dopo tante parole, impegni e rassicurazioni, ci aspettavamo risposte più concrete e convincenti.
Non ha certamente aiutato neppure quella parte dell’associazionismo venatorio che ha sostenuto acriticamente il documento e il lavoro svolto dagli uffici regionali, salvo poi vedere emergere con chiarezza, durante il dibattito consiliare, le criticità che noi avevamo denunciato con largo anticipo.
Quella stessa parte del mondo associativo non può oggi attribuirsi il merito delle poche modifiche introdotte, peraltro del tutto insufficienti. Quelle correzioni non sono infatti il risultato delle loro pressioni o delle loro interlocuzioni, dal momento che per loro andava “tutto bene, madama la marchesa” e chi evidenziava i problemi veniva accusato di non aver compreso il Piano. La soddisfazione manifestata oggi per la sua approvazione non fa che confermare questa distanza.
ANUU Migratoristi Toscana non si farà intimidire e non piegherà la testa. Il PFVR dovrà adesso trovare concreta applicazione e vigileremo, insieme alle associazioni con le quali abbiamo condiviso questo percorso, affinché in ogni passaggio siano rispettate le nostre prerogative e sia garantita la certezza del diritto per i cacciatori.
Uno strumento di pianificazione di tale importanza, destinato a incidere profondamente sugli equilibri agricoli, ambientali e soprattutto venatori, non può essere lasciato nelle mani di componenti politiche che sembrano perseguire la progressiva marginalizzazione della caccia e che affrontano la complessità della gestione faunistica attraverso impostazioni ideologiche, spesso lontane dalla realtà dei territori.
Anche nella fase conclusiva della stesura del Piano sono intervenute pressioni politiche e prescrizioni legate al NURV che hanno contribuito a modificare profondamente l’impianto originario. Il risultato è un ridimensionamento del ruolo etico, sociale, politico e operativo del cacciatore.
Ne è un esempio il trattamento riservato agli appostamenti fissi, dei quali viene sottovalutata l’importanza anche come presidio territoriale e strumento di manutenzione ambientale. Questo vale in modo particolare per gli appostamenti presenti nelle aree umide, spesso vere e proprie oasi di biodiversità mantenute nel tempo grazie al lavoro, alle risorse e all’impegno diretto dei cacciatori.
La politica deve comprendere che la figura del cacciatore può e deve evolversi, ma non può essere separata dai principi e dai valori legati alla storia, alla cultura e alle tradizioni della Toscana. Il cacciatore è presente sul territorio come custode e presidio costante, non soltanto quando viene chiamato a risolvere le emergenze provocate dalla fauna selvatica.
Come sempre, il mondo venatorio sarà pronto ad affrontare con responsabilità i problemi presenti e futuri. Ma questo impegno deve trovare un riconoscimento concreto, fondato sul rispetto e sulla dignità sociale di migliaia di cittadini che dedicano volontariamente tempo, competenze e risorse alla gestione del territorio.
Nel testo approvato emerge inoltre un evidente paradosso: le due componenti che sembrano aver ottenuto i maggiori vantaggi sono profondamente contrapposte. Da una parte alcuni settori agricoli chiedono la drastica riduzione delle popolazioni selvatiche; dall’altra le componenti animaliste si oppongono a qualsiasi intervento sugli animali. Eppure, per il Presidente Giani, il punto di incontro tra queste due posizioni rappresenterebbe un equilibrio.
Per noi, evidentemente, non è così.
La nostra azione non finisce con l’approvazione del Piano. Continueremo a confrontarci con i cacciatori, con la politica e con le istituzioni per far valere le nostre ragioni, tutelare la certezza del diritto e impedire che uno strumento fondamentale come il Piano Faunistico Venatorio Regionale sia utilizzato per indebolire ulteriormente la caccia e il ruolo dei cacciatori.
Quando il testo definitivo sarà pubblicato e potrà essere esaminato integralmente, forniremo valutazioni più dettagliate e assumeremo tutte le iniziative necessarie, anche con maggiore incisività, a tutela del mondo venatorio toscano.
Per completezza, ricordiamo che in Consiglio regionale hanno votato a favore del PFVR i gruppi **Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Casa Riformista**. Hanno invece espresso voto contrario **Fratelli d’Italia, Forza Italia, Futuro Nazionale e Alleanza Verdi e Sinistra**, quest’ultima perché ha giudicato il Piano ancora troppo permissivo nei confronti dell’attività venatoria.

