FORUM Club Italiano del Colombaccio

CAROGNACCIO

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Risposta #7 il: 22/06/2025 - 21:36
Infatti Massimiliano.
Sinistrorsi o destrorsi credo poco attecchiscono in regioni in cui la cultura venatoria è radicata e presente attivamente in ogni realtà istituzionale.
Ciò non toglie che occorre rimanere vigili cone l'aretino Pietro uso andar sempre con una mano davanti e l'altra dietro.
Chiaro è che non si può parare tutto.

massimiliano

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Risposta #6 il: 22/06/2025 - 10:18
Non credo più di tanto al colore della regione Emilia Romagna capace di indirizzare decisioni per fini politici quanto piuttosto l'assenza delle Associazioni Venatorie che ho in MAIUSCOLO evidenziato quali responsabili della decisione presa dal Tar e confermata dal Consiglio di Stato.
Vedi Massimiliano, non so se hai letto che il Ministro Lollobrigida è stato pesantemente attaccato da tutte le sigle ambientaliste/animaliste e non solo per la revisione della 157/92.
Ora risulta evidente che se solo due AAVV su nove si incaxxano e fanno ricorso, a parti invertite che diresti?
Tradotto il rosso a mio modo di vedere e/o pensare c/azzecca poco.
C'azzecca pesantemente la divisione delle AAVV che sulla base delle tessere si schierano o si girano dalla parte opposta.
. Aspetta un pò ,facciamo ad intenderci ... qui da noi,Toscana,che di pari passo con le associazioni venatorie, la politica regionale non lavora male.... è merito suo. Da sempre lo andiamo dicendo giusto ?!!  Scavallato l'Appennino loro , i politici sinistrorsi , non ci azzeccano nulla in questa megacaxxata che han partorito in Consiglio Regionale ??  Rifletti amico mio e non aver remore ...

CAROGNACCIO

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Risposta #5 il: 21/06/2025 - 20:22
Non credo più di tanto al colore della regione Emilia Romagna capace di indirizzare decisioni per fini politici quanto piuttosto l'assenza delle Associazioni Venatorie che ho in MAIUSCOLO evidenziato quali responsabili della decisione presa dal Tar e confermata dal Consiglio di Stato.
Vedi Massimiliano, non so se hai letto che il Ministro Lollobrigida è stato pesantemente attaccato da tutte le sigle ambientaliste/animaliste e non solo per la revisione della 157/92.
Ora risulta evidente che se solo due AAVV su nove si incaxxano e fanno ricorso, a parti invertite che diresti?
Tradotto il rosso a mio modo di vedere e/o pensare c/azzecca poco.
C'azzecca pesantemente la divisione delle AAVV che sulla base delle tessere si schierano o si girano dalla parte opposta.

massimiliano

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Risposta #4 il: 21/06/2025 - 18:44
Dopo il TAR dell'Emilia Romagna anche il Consiglio di Stato ha bocciato la richiesta di sospensiva della delibera che autorizza in quella regione l'abbattimento di colombacci dal 1 aprile al 15 settembre.
Richiesta di sospensiva avanzata da Liberacaccia alla quale si è affiancata "ad adjuvandum", (cioè in appoggio) Italcaccia e il nostro club.
Bene anzi no perché molti cacciatori dicono e scrivono che è colpa della politica se sono stati bocciati i ricorsi.
Niente di più falso.
Falso come le teste di Modigliani gettate nel fosso mediceo di Livorno nel 1984.
Falso perché la politica c'entra poco.
Colpa è delle Associazioni Venatorie tutte escluso Liberacaccia e Italcaccia.
Perché ANUU, ARCICACCIA, CPA, ENALCACCIA, EPS, FIDC, CONVAVI non hanno presentato ricorso?
Questa mancata presa di posizione ha "costretto i giudici" a pensare che forse al mondo venatorio non importa un "caxxo" che il colombaccio venga "ammazzato" nel momento più delicato che è quello della riproduzione.
Giudici che hanno sicuramente pensato  ad una carenza di interesse da parte delle associazioni venatorie,  alle quali attribuiscono la volontà di destinare la specie solo alla caccia.
Durante la discussione al Tar i fautori degli abbattimenti hanno detto che “il colombaccio entra nelle stalle”; “bisogna ripulire il guano”; “non si possono sparare i piccioni perché ci sono i colombacci”.
Da rabbrividire per chi come noi conosce vita morte e miracoli del colombaccio.
Però così è se vi va.
A me non va perché il mio pensiero è di consentire la caccia al colombaccio in Emilia Romagna  dal 1 al 15 settembre senza limiti di giornate e carniere.
Questo al fine di intervenire sui contingenti stanziali rappresentati in quel periodo da tanti giovani che andrebbero ad ingrossare il numero dei riproduttori nella successiva stagione.
Penso che le AAVV abbiano perso un'altra buona occasione per fare qualcosa di positivo per la caccia.
No caro amico mio ! dissento e anche fortemente per quanto affermi. Le responsabilità politiche in quella regione ci sono e ben nette e chiare. Di riflesso speculari alle medesime delle associazioni venatorie ed agricole che tiri in causa nel tuo post.  E sai su quale fuoco soffio....e che si risentino pure !

walt46

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Risposta #3 il: 21/06/2025 - 16:05
Caro Mario,cari amici....c e un dunque...io vi propongo due  fotografie....Draghi...con la mano sulla spalla di Landini....,per quanto ci riguarda...Coldietti...ha evidentemente.....eeeehhhhmmmm !!!!

CAROGNACCIO

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Risposta #2 il: 21/06/2025 - 11:56
Dopo il TAR dell'Emilia Romagna anche il Consiglio di Stato ha bocciato la richiesta di sospensiva della delibera che autorizza in quella regione l'abbattimento di colombacci dal 1 aprile al 15 settembre.
Richiesta di sospensiva avanzata da Liberacaccia alla quale si è affiancata "ad adjuvandum", (cioè in appoggio) Italcaccia e il nostro club.
Bene anzi no perché molti cacciatori dicono e scrivono che è colpa della politica se sono stati bocciati i ricorsi.
Niente di più falso.
Falso come le teste di Modigliani gettate nel fosso mediceo di Livorno nel 1984.
Falso perché la politica c'entra poco.
Colpa è delle Associazioni Venatorie tutte escluso Liberacaccia e Italcaccia.
Perché ANUU, ARCICACCIA, CPA, ENALCACCIA, EPS, FIDC, CONVAVI non hanno presentato ricorso?
Questa mancata presa di posizione ha "costretto i giudici" a pensare che forse al mondo venatorio non importa un "caxxo" che il colombaccio venga "ammazzato" nel momento più delicato che è quello della riproduzione.
Giudici che hanno sicuramente pensato  ad una carenza di interesse da parte delle associazioni venatorie,  alle quali attribuiscono la volontà di destinare la specie solo alla caccia. 
Durante la discussione al Tar i fautori degli abbattimenti hanno detto che “il colombaccio entra nelle stalle”; “bisogna ripulire il guano”; “non si possono sparare i piccioni perché ci sono i colombacci”.
Da rabbrividire per chi come noi conosce vita morte e miracoli del colombaccio.
Però così è se vi va.
A me non va perché il mio pensiero è di consentire la caccia al colombaccio in Emilia Romagna  dal 1 al 15 settembre senza limiti di giornate e carniere.
Questo al fine di intervenire sui contingenti stanziali rappresentati in quel periodo da tanti giovani che andrebbero ad ingrossare il numero dei riproduttori nella successiva stagione.
Penso che le AAVV abbiano perso un'altra buona occasione per fare qualcosa di positivo per la caccia.

CAROGNACCIO

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Risposta #1 il: 21/06/2025 - 11:53
Caccia: E-R, Consiglio Stato dà ok a piano controllo colombaccio Respinto il ricorso cautelare presentato da alcune associazioni (ANSA) - BOLOGNA, 20 GIU - Dopo il Tar di Bologna, anche il Consiglio di Stato ha respinto, con un'ordinanza, un altro ricorso cautelare, presentato da alcune associazioni venatorie, e ha riconosciuto la bontà dell'impianto giuridico del Piano regionale di controllo del colombaccio, approvato lo scorso novembre. È quanto fa sapere la Regione Emilia-Romagna, sottolineando che in questo modo "può proseguire l'azione di tutela delle produzioni agricole dalle criticità" derivanti dalla popolazione dei colombacci. L'ordinanza sottolinea la prevalenza, "nel bilanciamento dei contrapposti interessi, dell'interesse pubblico a garantire la tutela delle produzioni agricole rispetto all'incremento venatorio come strumento di contenimento demografico della specie", ha spiegato ancora la Regione. Il Piano consente il prelievo dei colombacci tra il primo aprile e il 15 settembre di ogni anno, per un totale massimo di 11mila esemplari e prevede interventi puntuali e localizzati su specifiche colture sotto la responsabilità delle polizie locali, provinciali e metropolitana. La sua attuazione è, inoltre, vincolata ai soli periodi di semina, emergenza e maturazione delle colture. (ANSA).


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