FORUM Club Italiano del Colombaccio

Picchi52

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Risposta #2 il: 17/08/2014 - 00:34
Ho ritenuto doveroso da parte mia inviare una e-mail all'amico Vladimiro Palmieri per complimentarmi con lui anche a nome del Club Italiano del Colombaccio per il bellissimo e completo resoconto pubblicato sull'editoriale Sentieri di Caccia relativo alla settima Festa Nazionale del Colombaccio, svoltasi a Poggibonsi, e per ringraziarlo per la gentile disponibilità da sempre dimostrata volta a valorizzare le iniziative e l'immagine del nostro Club. Rivolgiamo quindi un plauso a Vladimiro per il suo importante lavoro di cronista e di appassionato cacciatore con stima e amicizia. Silvestro Picchi     

Vasco

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Risposta #1 il: 14/08/2014 - 18:44
La settima edizione della festa nazionale del colombaccio, svoltasi a Poggibonsi, è stata ancora una volta il trionfo dei piccioni, zimbelli e volantini bellissimi e bravissimi, che gli allevatori di mezza Italia hanno portato a questo appuntamento, immancabile per chi ha fatto della caccia a questa specie un "cult" vero e proprio.                                                                                                                                                                                                                                                    di Vladimiro P.Palmieri.

L'immagine emblematica che mi porto dietro della Festa di Poggibonsi è quella di un piccione di città, che attratto dalla giostra dei richiami,gira più volte intorno al campo, incurante di uomini ed animali, per poi posarsi sul palo di una linea telefonica li vicina. La settima edizione della festa nazionale del colombaccio, svoltasi a Poggibonsi, è stata ancora una volta il trionfo dei piccioni, zimbelli e volantini bellissimi e bravissimi, che gli allevatori di mezza Italia hanno portato a questo appuntamento, immancabile per chi ha fatto della caccia a questa specie un "cult" vero e proprio. Il verde attrezzato della Strolla a pochi chilometri dalla cittadina senese si è rilevato ancora una volta un luogo ideale per questo genere di manifestazione, dove generose querce hanno donato la loro ombra ai partecipanti e una di queste ha ospitato il capanno dei volantini da dove si sono esibiti alla grande le varie formazioni,addestrate con cura maniacale dai loro proprietari. La manifestazione, aticolata nelle giornate di sabato 7 e domenica 8 giugno, oltre alla consueta esposizione dei volantini, dei cimbelli e delle attrezzature per la caccia al colombaccio, particolarmente complesse e sempre più evolute per l'utilizzo di nuovi materiali e per la meccanica degli stessi, è stata l'occasione per fare anche il punto su alcune problematiche che assillano gli appassionati di questa caccia, in particolare la disciplina per la costruzione dei capanni.

 

 

Un convegno sulla disciplina per la costruzione dei capanni

Il convegno che si è svolto la mattina di domenica ha visto relazionare su questo tema il vicepresidente nazionale dell'Arcicaccia Massimo Logi che, con puntualità e chiarezza, ha fatto il punto sullo stato dell'arte nella Regione Toscana a partire dalla sentenza della Corte Costituzionale che ha censurato la legge della Regione Veneto, sottoponendo di fatto anche questo tipo di manufatti alla normativa ambientale e urbanistica con tutti gli annessi e connessi. Logi ha ricordato come la Regione Toscana, con una opportuna modifica di legge anche se con una norma transitoria (legge regionale 12 novembre 2013, numero 65), abbia tamponato la situazione sottraendo i capanni alla normativa ambientale, pur restando aperto il nodo delle competenze urbanistiche dei Comuni, con il rischio di difformità nella interpretazione da territorio a territorio. L'oratore ha ricordato una serie di iniziative, concordate da tutte le associazioni venatorie, che hanno portato a incontrare i Gruppi consiliari regionali che hanno dimostrato grande disponibilità a prorogare l'attuale disposizione, per garantire l'imminente stagione venatoria con il salvataggio di oltre 1200 appostamenti fissi. Di pari passo si dovrà agire in tempi brevi sulla legge di indirizzo urbanistico regionale, per svincolare i manufatti per la caccia al colombaccio dai vincoli urbanistici; a questo proposito sono stati fatti anche incontri positivi con le Sovrintendenze. E' chiaro, ha sottolineato Logi, che la questione rimarrà sempre un punto delicato, ma questo non riguarda solo gli appostamenti fissi per la caccia al colombaccio, ma anche agli acquatici e le altane per la caccia di selezione e al cinghiale, problematica nella quale per di più sono coinvolti non solo i cacciatori, ma anche gli ambientalisti con le loro costruzioni per gli avvistamenti per le guide eccetera. Logi si è raccomandato di azzerare le polemiche e di muoversi unitariamente come è stato fatto fino a ora. Sono seguiti diversi interventi, anche per sottolineare altre problematiche come quella della detenzione dei richiami, con i quali si dovrà per forza ricominciare dal censimento. In particolare hanno dato il loro contributo Graziano Giovanetti delle Marche, il toscano Tersilio Innocenti e il presidente della sezione di Firenze del Club del Colombaccio Silvestro Picchi.

Relazione della migrazione annuale e della riproduzione

L'incontro è proseguito con la presentazione da parte di Sauro Giannerini (tecnico faunistico laureato in Scienze e Gestione delle Risorse Faunistico-Ambientali, libero professionista), giovane e valido ricercatore nonché coordinatore nazionale del Progetto Colombaccio-Italia, insieme a un altro giovane studioso Simone Capriotti (tecnico faunistico laureato in Scienze Faunistiche, libero professionista), della "Relazione  della migrazione annuale e della riproduzione 2013 della specie colombaccio in Italia".  L'interessante pubblicazione unica nel suo genere può essere richiesta tramite il sito web del Club del Colombaccio ( www.ilcolombaccio.it). Per dare un'idea delle finalità e delle metodologie del lavoro, ho chiesto ai due giovani ricercatori alcune brevi considerazioni. Iniziamo da Suro Giannerini. "Intanto voglio sottolinare come siamo giunti al quindicesimo anno di attività e come i rilevatori del Progetto colombaccio-Italia si adoperino ancora,stagione dopo stagione, con immutata passione,registrando su un apposito taccuino gli stormi avvistati e i soggetti abbattuti durante il periodo della migrazione annuale. Questo nonostante le non poche difficoltà incontrate fino ad oggi nel praticare questa forma di caccia; infatti il numero dei rilevatori aumenta anno dopo anno assicurando al progetto la copertura di un ampia zona dell'Italia centrale. L'affinamento della raccolta dei dati, insieme alla dedizione di molti cacciatori, ha permesso poi di migliorare il servizio fornito dall'iniziativa, tanto che i nostri valori sono riportati su alcuni piani faunistici-venatori provinciali come Pisa e Firenze. Il Club italiano del Colombaccio, promotore dell'iniziativa, si impegna continuamente al fine di diffondere le finalità e l'importanza del progetto informando non solo i soci, ma anche la società dell'esistenza di questo progetto eminentemente scientifico conservativo. L'attività consumistica che molti cacciatori hanno vissuto è frutto di un'epoca ormai trascorsa, la caccia moderna deve essere basata su precise nozioni di gestione faunistica che cominciano dalla conoscenza dello stato di salute delle popolazione selvatiche oggetto di prelievo. Il cacciatore ha un ruolo fondamentale come rilevatore dei fatti, utilissimi, tramite indagini scientifiche come il Progetto Colombaccio-Italia, a fornire dati certi su cui basare teorie gestionali". A Simone Capriotti, che  segue più specificatamente la parte del progetto che riguarda la nidificazione del colombaccio e della tortora africana mediante censimento al canto, abbiamo chiesto di entrare di più nel dettaglio del progetto che è giunto al settimo anno di attività e che va ad inserirsi in un più ampio processo di conoscenza e studio dell'avifauna migratoria. "La ripetizione standardizzata di tali censimenti su serie storiche sufficientemente lunghe, consente di acquisire con sempre maggior precisione dati importantissimi che permettono di controllare, anno dopo anno, lo stato di salute delle popolazioni nidificanti. La metodologia prevede l'assegnazione di 4-5 stazioni di ascolto a ciascun rilevatore scelte considerando una distanza compresa tra 1 Km e 3 Km, distanza congrua per evitare l'ascolto e il conteggio di animali più volte. Il monitoraggio si svolge durante i mesi di aprile, maggio, giugno, periodo in cui è possibile rilevare il picco massimo della stagione riproduttiva ed in cui gli esemplari di queste due specie di columbidi risultano essere territoriali. Ad ogni rilevatore viene chiesto di eseguire un minimo di tre uscite (almeno una al mese). Durante ogni uscita il rilevatore deve recarsi in tutte le postazioni di ascolto a lui assegnate e sostarvi almeno dieci minuti per essere sicuri di censire tutti gli esemplari in canto delle coppie presenti sul territorio, trascurando sempre il conteggio degli animali avvistati in volo. Questo tipo di  monitoraggio, standardizzato per ottenere dati omogenei, viene obbligatoriamente effettuato nelle prime ore del mattino dalle 5.30 alle 8 circa. Ogni singolo rilevatore dovrà riportare sulla scheda di rilevazione in suo possesso le date e gli orari delle uscitein cui sono stati svolti i censimenti, il numero della stazione di rilevamento, ma soprattutto il nemero degli ascolti effettuati. I dati che emergono da questi sette anni di monitoraggi all'interno  della provincia di Firenze mettono in evidenza come il numero dei maschi in canto (e quindi di coppie nidificanti) della specie colombaccio dall'anno 2008 all'anno 2013 abbia mostrato un incremento del 30%; questo dato risulta molto confortante anche sotto l'aspetto venatorio; infatti appare abbastanza evidente che la pressione venatoria non influisca in modo negativo sulla presenza della popolazione stanziale e nidificante di questa specie. Viceversa il trend della popolazione nidificante di tortora selvatica risulta essere in costante declino, in quanto le analisi dei monitoraggi hanno dimostrato la perdita di quasi il 50% delle coppie nidificanti in provincia di Firenze in solo sette anni".

Una "due giorni" anche benefica

Per ritornare alla festa vera e propria, ho chiesto a Fernando Brogioni, presidente della locale sezione del Club e uno dei soci fondatori, che cosa rappresentano per lui e per i cacciatori di Poggibonsi, che è anche sede nazionale del Club, queste due giornate. "Un sacrificio che si fa volentieri da sette anni, che insieme alla soddisfazione di vedere riuniti tanti appassionati di questa caccia, ci permette di devolvere le somme che riusciamo a guadagnare a chi è in difficoltà economica e ha più bisogno di noi. Un modo anche questo per sentirsi a pieno titolo parte attiva della società civile".

La parola al presidente Francesco Paci

Per concludere, alcune riflessioni del Presidente nazionale del Club Francesco Paci. "L'appuntamento annuale di giugno dei cacciatori di colombacci ha visto anche quest'anno  una grande partecipazione di appassionati provenienti da tante parti d'Italia. Il merito va alla sezione di Poggibonsi e al suo presidente Brogioni che, come sempre ben coadiuvato, ha organizzato questa ormai tradizionale manifestazione in modo egregio. Mi piace però sottolineare quella che è la vera anima della festa di Poggibonsi, che la rende senz'altro speciale. E' una festa, infatti, che,  pur dotata di tutto  ciò che può interessare gli appassionati dal punto di vista degli acquisti, si caratterizza soprattutto per il clima gioioso dell'incontro tra amici vecchi e nuovi. Si sono potuti ammirare tanti piccioni, portati da numerosi allevatori, che hanno mostrato la continua, incessante selezione, che sempre più rende simili questi soggetti al selvatico. Molto interessante poi la relazione tenuta dal vicepresidente nazionale di Arcicaccia Massimo Logi sulla problematica relativa agli appostamenti fissi, che ha ridimensionato l'allarme iniziale seguito alla nota sentenza della Corte Costituzionale. Assai pure quanto esposto dai tecnici faunistici Giannerini e Capriotti nell'ambito della meritevolissima iniziativa Progetto Colombaccio-Italia, i quali hanno illustrato i vari riscontri che dalla stessa derivano.  Al riguardo, non può che essere auspicata una sempre più numerosa partecipazione di cacciatori-rilevatori, sia per disporre di dati sempre più numerosi, sia per diffondere maggiormente la consapevolezza della fondamentale importanza di quei dati". Zimbelli e volantini belli e braviCome anticipato, gli zimbelli e i volantini presentati per la consueta gara di bellezza e di abilità sono risultati veramente belli e bravi. Da sottolinerare che il livello di selezione delle razze negli anni Duemila ha fatto passi da gigante, anche se la base è sempre  costituita dai famosi piccioni di Amelia, seguiti dai ternani accoppiati con diverse razze. In questi ultimi anni gli sforzi degli allevatori si sono concentrati nell'ottenere ibridi dall'incrocio fra colombacci e piccioni di preferenza francesi o rosati, e viceversa. Manco a dirlo nella sezione bellezza ha trionfato un soggetto di un giovane ragazzo fiorentino, Nico Bernini di San Miniato, frutto dell'accoppiamento di un piccione ternano maschio con una femmina di colombaccio.

Zimbelli e volantini belli e bravi

Come anticipato, gli zimbelli e i volantini presentati per la consueta gara di bellezza e di abilità sono risultati veramente belli e bravi. Da sottolinerare che il livello di selezione delle razze negli anni Duemila ha fatto passi da gigante, anche se la base è sempre  costituita dai famosi piccioni di Amelia, seguiti dai ternani accoppiati con diverse razze. In questi ultimi anni gli sforzi degli allevatori si sono concentrati nell'ottenere ibridi dall'incrocio fra colombacci e piccioni di preferenza francesi o rosati, e viceversa. Manco a dirlo nella sezione bellezza ha trionfato un soggetto di un giovane ragazzo fiorentino, Nico Bernini di San Miniato, frutto dell'accoppiamento di un piccione ternano maschio con una femmina di colombaccio.
« Ultima modifica: 14/08/2014 - 18:48 da Vasco »