FORUM Club Italiano del Colombaccio

Filippo Trocchi

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Risposta #17 il: 29/05/2014 - 18:43
Buonasera a tutti ,qui non si tratta di boicottare una rivista bensi di NON COMPRARE un GIORNALETTO scritto da INCOMPETENTI si incompetenti perche' anche l'ultimo arrivato nella Caccia al colombaccio sa che un piccione per essere ATTRATTIVO deve avere PERLOMENO UN MOVIMENTO PIU' NATURALE POSSIBILE  cosa che un piccione STRATTONATO non puo' fare quindi la SEDICENTE "CACCIATORELLA ESPERTA  di sentieri di caccia INVECE DI PARLARE DI COLOMBACCI SAREBBE MEGLIO PARLASSE AL MASSIMO DI QUAGLI D'ALLEVAMENTO!!!!quimdi alla luce di tutto questo figuratevi se BUTTO VIA 6 EURO !!!!!!SALUTI E MI RACCOMANDO NON COMPRATELO !!! SALUTI

aldorin

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Risposta #16 il: 29/05/2014 - 13:01
Bravo Mario

e adesso aspettiamo la controrisposta del nostro presidente.

Ciao, ci si vede a Poggibonsi.

colombaiosenese

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Risposta #15 il: 29/05/2014 - 10:29
NON  COMPRATE PIU’ SENTIERI DI CACCIA 

 Sig. Direttore. Dott.ssa  Lorena Tosi.In  politichese potrei dire che non si sta rispondendo alla  domanda posta.In  italiano mi viene semplicemente da dire che mi sento  particolarmente offeso dalla risposta della redazione di  Sentieri di Caccia inviata dall’Avv. Francesco Paci  che chiedeva conto di un articolo apparso sul numero del  mese di aprile della stessa rivista.In sostanza si chiedeva  di pubblicare un’adeguata rettifica a quanto  pubblicato, appunto nel numero di aprile, a firma di Stefano  Assirelli sotto il titolo NO AL BRACCONAGGIO: DIFENDIAMO  LA CACCIA.Che  c’azzecca avrebbe detto il Tonino nazionale  l’inserimento nell’articolo dal sottotitolo  “LE DIAVOLERIE DEI BRACCONIERI”

nell’articolo NO AL BRACCONAGGIO: DIFENDIAMO LA  CACCIA quanto scritto  dall’Assirelli…………. A  questo proposito, non si capisce come mai venga tollerato  l’azionamento del piccione sulla racchetta per chi  caccia i colombacci, quando la giurisprudenza condanna  esplicitamenteil medesimo meccanismo di sollecitamento al  volo dell’animale azionato dall’uomo; mi spiego
meglio: la legge 157/92 non vieta di per se  l’imbragatura degli uccelli per il petto, ma solo per  le ali e per la coda, tuttavia la giurisprudenza si è  espressa più volte in materia condannando  l’imbragatura, qualsiasi essa sia, che il sollecitare  l’animale mediante “strattona mento” da  parte del cacciatore.Appunto che c’azzecca  visto e considerato che (pag.16/SENTIERI DI CACCIA/APRILE
2014):1)
È  particolarmente offensivo e al limite  della querela inserirmi fra “LE DIAVOLERIE DEI  BRACCONIERI” per il solo fatto che utilizzo  legittimamente il piccione o il colombaccio in
racchetta;2)
Perché legittimamente. Perché il piccione o  il colombaccio non sono imbragati ma sono  “assicurati” alla racchetta con delle calzette  in cuoio morbido  che lasciano all’animale ampia  libertà di movimento sulla racchetta. Non sono  assolutamente strattonati semplicemente perché è il piatto  della racchetta ad essere movimentato e non viceversa;3)  Differente è l’uso  dell’imbragatura della pavoncella o  dell’allodola perché in quel caso e solo in quel caso  potrebbe esistere lo strattona mento, anche se dolce, per  indurlo al volo essendo l’animale  “assicurato” direttamente alla leva. Ma anche  qui ci sarebbe da………….disquisire in  merito alla liceità dell’affermazione  dell’Assirelli.  4)
  Semplicemente perché………………..L'utilizzo  nella caccia come richiami di uccelli imbracati e legati con  una cordicella alla quale venga impresso uno strattone non  costituisce maltrattamento, purché non si tiri la  cordicella con violenza ma solo quel tanto che basta a far  alzare in volo l'animale. Corte di Cassazione, Sezione  III penale, sentenza n. 2905 o 12543 del 2 ottobre  1998, registro generale n. 15017/98, depositata in  cancelleria il 30 novembre 1998, imputato Nava ed
altri.*
 Non voglio assolutamente fare
l’avvocato difensore dell’Avv. Paci, Presidente  del Club Italiano del Colombaccio  - che come Avvocato  ha da insegnare non solo ai componenti la redazione della  rivista che con una risposta farneticante hanno rivoltato  – anzi cercato di rivoltare – la frittata  dell’Assirelli. Semplicemente voglio farVi notare che  l’Avv. Paci nella sua lettera scrivendo al  Direttore responsabile di Sentieri di  Caccia……….Anzitutto sorprende chi  legge, ma dovrebbe soprattutto sorprendere chi dirige una  rivista per cacciatori, che vi siano considerazioni  evidentemente contrarie ai  cacciatori……..chiedeva conto del  “nostro inserimento” come bracconieri  nell’articolo NO AL BRACCONAGGIO: DIFENDIAMO LA  CACCIA – sottotitolo “LE DIAVOLERIE DEI  BRACCONIERI” per il solo fatto di utilizzare  legittimamente il piccione o il colombaccio in racchetta.
Tutto qui?No sono
ancora più incavolato per il tenore della risposta data  dalla redazione contenente un parere della Dottoressa Tosi.
Che stimo e leggo i suoi autorevoli interventi con la  massima attenzione al punto di averla proposta  all’attenzione del consiglio direttivo del Club quale  collaboratrice “legale” per dirimere, unitamente  all’Avv. Paci, scottanti problematiche venatorie. Non  ultima quella sugli appostamenti fissi.Da ieri sera non più. Non  perché ho perso la fiducia in lei, quanto per la risposta  data alla redazione di Sentieri di Caccia che a lei si è  rivolta per rispondere all’Avv. Paci. Sicuramente,  dico io conservando la massima fiducia nella Dottoressa  Tosi, gli sono stati passati solo quei tre  righi…………………………“le  poche righe del testo che hanno suscitato disappunto possono  essere problematiche semplicemente perché pongono sul  tavolo il tema del maltrattamento degli animali in relazione  ad alcune pratiche di utilizzo dei richiami vivi  nell’attività  venatoria”……… ed ancora  proseguendo dallo stralcio della sua risposta alla  redazione………….”Ed è  quello che, a nostro parere, emerge dall’articolo di  Stefano Assirelli ed è la questione su cui volevamo  invitare i nostri lettori a riflettere, a difesa di chi  (ovviamente e fortunatamente la grande maggioranza) pratica  correttamente la caccia con i richiami  vivi.”Non è una guerra fra poveri  né delazione ma solo una precisazione. Ha mai sentito  parlare la Dottoressa Tosi di chiusa e fotoperiodo? Ha mai  visto la Dottoressa Tosi prendere da dentro una voliera un  piccione(maschio o femmina)  in cova, metterlo in una  cesta di adeguate dimensioni come prevede la Regione Toscana  per il trasporto dei richiami vivi, metterlo in racchetta  come richiamo vivo e alla fine della giornata venatoria  toglierlo dalla racchetta e riportarlo nella sua ampia  voliera e vedere il piccione adoperato in racchetta dare il  cambio al compagno o compagna per continuare la cova nel  frattempo fatto dal compagno o dalla compagna? No?
Peccato.  Altrimenti non avrebbe CERTAMENTE scritto  …………….”Ed è  quello che, a nostro parere, emerge dall’articolo di  Stefano Assirelli ed è la questione su cui volevamo  invitare i nostri lettori a riflettere, a difesa di chi  (ovviamente e fortunatamente la grande maggioranza) pratica  correttamente la caccia con i richiami vivi.”
  La sfido a fare questa
“semplicissima” prova uno di quei richiami che  lei chiama………….. a difesa di  chi (ovviamente e fortunatamente la grande maggioranza)  pratica correttamente la caccia con i richiami  viviRipetendo  che non si tratta né può trattarsi di guerra fra poveri o  delazione o peggio ancora gelosia venatoria ma semplicemente  voler  far notare alla Dottoressa Tosi che c’è  un abisso fra le due pratiche venatorie fatte con i richiami  vivi, invito la stessa alla nostra festa a Poggibonsi così  potrà “toccare con mano” quanto ho scritto e  vedere che i nostri richiami non sono legati con  fune………..da Treccani….eindica in genere corde di una certa  grossezza, sia metalliche (per es., le f. dell’ascensore),  sia di fibre vegetali o artificiali (la f. del pozzo,  delle campane;  legare con una  f., ecc.); nel linguaggio marin., sono più  usati i sinon. cavo o  cima………per……………………strattonarlo  e indurlo a levarsi in volo , per poi ricadere pesantemente  a terra o su un albero………..Spero che Vladimiro Palmieri  e Giacomo Cretti siano in disaccordo.
Saluto. Mario Peruzzi-Il battitore libero

Rimescolo

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Risposta #14 il: 29/05/2014 - 10:10
Buon giorno Terfiro, il tuo post non fa una piega, il tuo garbo è un segnale forte di denuncia e di riflessione!
Il nostro ruolo deve essere non solo di difesa ma soprattutto propositivo verso chiunque voglia attaccarci, e per saperlo dobbiamo conescere il più possibile anche quelli che ci sono ostili.
Certo che una nostra rivista meriterebbe approfondimento e diplomazia nel trattare certi argomenti....libertà di scelta sempre, ma non nell'isolamento.
Un saluto,
Rimescolo
La passera è sempre la passera! Solo la fetta di cocomero fresca ci va vicino.........

Terfiro

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Risposta #13 il: 29/05/2014 - 01:07
Non mi sembra che la mia disamina abbia assolto ne Assirelli ne tanto meno il direttore della redazione. Ho semplicemente voluto usare un modo di esprimermi moderato e riflessivo  ma comunque di condanna per quanto è stato pubblicato e risposto.  Personalmente non conosco il giornalista  e non ho nessuna informazione in merito al soggetto, pertanto non ho voluto usare un giudizio  (forse sbagliando)che gli attribuiva malafede e mancanza di rispetto, ho pensato soltanto  ad una sua ignoranza e mal informazione. Per quanto riguarda Il direttore, ha risposto con la consapevolezza  che la frittata ormai era fatta  e purtroppo non ha avuto  l’umiltà ed il coraggio di chiedere scusa perché forse si sarebbe sentito accusato di ipocrisia.  Rimango sempre della convinzione che questi personaggi, per quanto ostili, vadano educati al buon senso e al rispetto, ponendosi al loro cospetto  con dialogo e diplomazia, perché i contrasti non giovano a nessuno, tanto meno a noi.
Per quanto riguarda la risposta a Gigino, non era mia intensione convincere nessuno ad acquistare la rivista e mi scuso se ho fatto intendere questo. Personalmente Sentieri di caccia lo leggo  raramente e soltanto se non trovo  altro, perché non mi serve  ne per diletto  (non tratta la caccia da me praticata) ne per formazione difensiva perché  gli attribuivo  articoli a difesa della mia passione. Paradossalmente, con quanto avvenuto, adesso forse ho un motivo per comprarlo, sapendo che nei suoi articoli qualcuno critica il mio modo di cacciare. Mi rimane difficile comprendere come ci si possa informare e trovare le strategie di difesa se leggiamo soltanto riviste che ci danno sempre ragione e non si vanno  mai a leggere gli scritti del nemico.
Anche la Fiorentina per difendersi  o battere la Juventus deve sapere come questa gioca.
Rispetterò sempre le opinioni di tutti ma sarò sempre e comunque  in prima linea quando verrò attaccato e offeso nelle mie libertà e in quelle degli altri.
Soffro e non dormo la notte quando toccano il mio  modo e senso di cacciare. Mi sento colpito e maltrattato nel fondo dell’anima  quando demonizzano ed  umiliano la mia passione le mie radici e le mie tradizioni..
Saluti

gigino

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Risposta #12 il: 28/05/2014 - 19:52
ci sono perlomeno 3 o 4 riviste che trattano la"caccia" spigami caro terfiro perché devo per forza leggere sentieri di caccia quando mi scrive contro,sarebbe come dire a un fiorentino fai il tifo per la iuventus se vuoi vincere qualcosa,secondo me poteva anche non rispondere alla lettera del presidente ma ha risposto e male io penso che una querela ci possa anche andar bene ma nel frattempo io non la compro più lo so che e poca cosa pero se facciamo come abbiamo fatto per zanone vedrai che la spuntiamo (anche senza querela.ciao

BADGER

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Risposta #11 il: 28/05/2014 - 18:58
naturalmente volevo dire "o un confronto giudiziario"

BADGER

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Risposta #10 il: 28/05/2014 - 18:57
Caro Terfiro, leggo sempre con attenzione i tuoi scritti perchè vi trovo competenza e moderazione. Ma questa volta devo dissentire, almeno in parte, dalle tue argomentazioni. Del resto il testo sottoscritto da Assirelli, nella parte che ci riguarda, era e resta chiarissimo, non c'è niente di opinabile, di interpretabile. Ora, nessuno è perfetto, e probabilmente il Comitato di Redazione, che ha letto ed approvato la pubblicazione dell'articolo (almeno questa è la prassi) ha preso sicuramente un abbaglio. Non solo ma potremmo anche prendere in considerazione che chi ha scritto non si è espresso compiutamente, cosa molto pericolosa per chi esterna sulla carta stampata. A parte che ho notizie dirette la cui fonte per motivi di privacy non posso ovviamente riferire, sul fatto che invece Assirelli è perfettamente in grado di distinguere il grano dalla pula, noi, con la lettera di Francesco Paci abbiamo offerto la possibilità di una replica a rettifica. Invece non solo si difendono le asserzioni di Assirelli, si ricorre ad un panegirico di inutili argomentazioni tendenti a confondere   un lettore meno attento e dulcis in fundo si continua ad avvalorare la tesi incriminata, addirittura la D.ssa Tosi riferendosi alla sentenza di Bologna la definisce "troppo morbida". Invece senti cosa penso io, la rivista sa benissimo di avere come dice  Montalbano "pisciato fuori dal rinale" ma per qualche motivo a me oscuro non ha l'onestà intellettuale di dire semplicemente "non volevamo dire questo, probabilmente l'articolista è andato oltre le sue reali intenzioni, ce ne scusiamo etc etc" Troppo difficile? Non lo so ma io esigo o le scuse della rivista e un confronto giudiziario e questo non perchè sono un rigido e inflessibile custode delle sacre tradizioni ma perchè non posso accettare che IN QUESTO PARTICOLARE MOMENTO dove si sta cercando di vietare quello che per noi è un valore fondamentale, una rivista del settore mi colpisca alle spalle proditoriamente. In questo paese purtroppo la realtà quotidiana ci ha insegnato che la nostra fantasia non riesce mai a sopperire alla cronaca, per cui adesso, chi non è mio amico è automaticamente MIO NEMICO. E Ti domando ancora ma perchè se io sbaglio devo necessariamente pagare per i miei errori e la CAFF Editrice invece no? Del resto mi sembra che, perdonami la precisazione, i difensori di Assirelli sono, al momento, numerosi come i can gialli. Un saluto cordiale.

Terfiro

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Risposta #9 il: 28/05/2014 - 18:21
Ritengo cosa normale ed umana desiderare e certe volte anche pretendere che ciò che facciamo sia sempre assecondato e condiviso e quando ciò non accade mettiamo subito chi ci ha contraddetto e contestato nell'elenco dei nemici da scansare o addirittura combattere.  Per quanto indignati ed offesi , senza una giusta causa, stiamo sempre  attenti  a non imporre,  con la forza del ricatto,  a coloro che hanno una visione diversa dalla nostra,  i nostri usi e costumi.  Faremo sicuramente peggio. Da chi scrive articoli, in qualunque rivista,  possiamo pretendere  verità e rispetto e con un dialogo orientato ad una costruttiva informazione dobbiamo educarlo e metterlo nella condizione di non urtare la sensibilità di persone con cultura diversa dalla sua. (Il Club Italiano del colombaccio con una diplomatica risposta,  in questo caso potrebbe farlo.).  Non posso imputare alla rivista “Sentieri di caccia” di essere contro la nostra passione, come non posso condividere, pur rispettando il suo pensiero, chi per ritorsione ne vuol boicottare l’acquisto, non lo ritengo il modo giusto  per risolvere i problemi.  Per mio stile e formazione  di autodifesa, vado sempre a prendere informazioni   in modo approfondito dalle fonti del nemico e leggo per diletto e superficialità chi scrive pensando come me.  La rivista in questione ,nel bene o nel male, è sempre una buona fonte di informazione, contiene concetti spesso non condivisibili per il modo di vedere la caccia in forma diversa dalla nostra, ma suscita anche motivi di attenta riflessione.  Sicuramente,  per cattiva valutazione ed interpretazione  delle  informazioni ottenute e adottando nella disamina una  estrema superficialità, chi ha scritto l’articolo relativo  ai piccioni su racchetta, non ha usato ne termini appropriati ( bracconaggio è uno di questi)  ne sufficiente sensibilità nel coinvolgere l’interessati.  Ha anche dimostrato una  poca conoscenza della materia,  che  prima di scrivere articoli orientati a dare una corretta ed onesta informazione, dovrebbe essere cosa imprescindibile.  Il risultato prodotto è stato quello di generare sconcerto, una  forte apprensione  ed offese ai cultori di questa passione.  Purtroppo noi detentori di richiami vivi sappiamo bene che ci muoviamo in un terreno difficile e pieno di insidie.  Gli attacchi continui che i nostri nemici ci muovono ogni giorno, al cospetto di un opinione pubblica molto distratta e poco informata, ci pone in una condizione di borde line tra l’illecito ed il consentito e  a volte anche chi è dalla nostra parte ed ha la possibilità con i mezzi di informazione di esplicitare pensieri e parole,  per paura di trovarsi coinvolto nella rete dell’infamia,  preferisce mettere le mani avanti e discolparsi su qualcosa che di fatto non c’è e che potrebbe essere trattata con molto più rispetto ed attenzione.
Il direttore della redazione, pur mantenendo le distanze da chi gli ha imputato di essere contro l’attività venatoria e la pratica della caccia al colombaccio con richiami vivi, ha preso le  non condivisibili, ma comprensibili,  difese di chi ha scritto l’articolo. Ha  cercato di far passare, non riuscendoci, l’operato solo come fonte di allarme per ciò che può sempre accadere, ma nel contempo, per giustificare quanto è stato scritto, si è appropriato della competenza di un’esperta giuridica della materia trattata. Credo che abbia sbagliato urtando ancor più la nostra cultura e il nostro modo di pensare, anche perché, con tutti i distinguo del caso, in tutta la sua risposta difensiva ed a volte accusatoria,  poteva anche spendere una  frase in difesa di questa tradizione.  Per  finire però  non posso esimermi dal dire che una attenta riflessione in noi  l’abbia accesa, perché dei fatti a noi infausti , dal punto di vista accusatorio e contestuale, effettivamente sono accaduti.
Ovviamente rimango dell’opinione che una rivista che sta dalla nostra parte, oltre che a trattare tutti i tipi di caccia allo stesso pari,  dovrebbe sempre  porre molta  attenzione  in evitare di mettere in mano argomenti scottanti a chi ci vuol male e li può usare come arma contro di noi.
Saluti.

colombaiosenese

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Risposta #8 il: 28/05/2014 - 12:19
Benessere animale, caccia e richiami vivi: ci risiamo

 
Quanti cacciatori hanno subito sequestri e perquisizioni che poi si sono rivelati eccessivi o immotivati? Non succederebbe se a supportare il lavoro delle forze dell'ordine nei controlli ci fossero persone che operano nel rispetto della legge e non spinte da un'ideologica avversione alla caccia. Quanto accaduto al protagonista di questa storia, che prendiamo dal sito dell'Anuu Migratoristi, ha dell'incredibile.

Un capannista di Verona è infatti incappato in un procedimento giudiziario a suo carico pur avendo preso ogni accorgimento possibile per detenere i suoi richiami nelle condizioni migliori. E' stato infatti denunciato e contravvenzionato dal servizio di vigilanza per la detenzione dei richiami in una struttura ubicata nel terreno vicino al suo appostamento fisso, nonosante il locale fosse  perfettamente areato e tenuto nelle migliori condizioni ambientali ed igieniche.

A peggiorare la situazione è arrivata la perizia tecnica chiesta dalle guardie venatorie ad un esperto torinese, che stando a quanto riferisce l'Anuu, non ha nemmeno visitato i richiami e il luogo in cui erano detenuti, ma ha ugualmente dichiarato la rilevanza penale sul benessere dei richiami.

Fortunatamente la brutta avventura è stata risolta dal Procuratore ministeriale, che, dopo aver letto gli atti (e la puntuale istanza del difensore, avv. Mario Vittorio Guarnati di Verona), ha dissequestrato i volatili, e richiesto l’archiviazione del procedimento penale, poi concessa, ritenendo che non sussistessero elementi idonei a sostenere l’accusa in giudizio. Tutto si è risolto quindi. Ma quanto è costato questo teatrino alla macchina della giustizia, in termini di tempo e soldi pubblici? E al nostro cacciatore, accusato ingiustamente? Chi lo ripagherà del tempo perso e dello stress subito?

http://www.bighunter.it/Caccia/ArchivioNews/tabid/204/newsid730/15097/Default.aspx
 
" Chi lo ripagherà del tempo perso e dello stress subito? "   ..se poi ci si mettono anche le riviste venatorie (d'elite col beep mi vien da aggiungere o coi calzettoni di fuori ai pantaloni in pilorre e ciuffaglio di pelo sul berretto) ad attizzare il fuoco.........dovremmo,dobbiamo presentar conto anche a loro ! senza se e senza ma !

ps: ho bissato volutamente ..venia



paolocenni

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Risposta #7 il: 28/05/2014 - 07:41
E incredibile come possa una testata specializzata, anche dopo una giusta e articolata rettifica mossa dal nostro presidente , che fra l'altro è  anche la persona sicuramente più qualificata per dare una smentita,   mantenere le proprie posizioni senza ammettere di aver ingiustamente infamato una fetta specializzata di cacciatori che professando la propria passione sappiamo con quale amore per i propri richiami nulla ha a che vedere con la pratica del bracconaggio.
"Errare umano è, perseverare diabolico è".
Per questo propongo da parte mia tolleranza zero nei confronti di questa rivista  con le seguenti azioni:
-querela da parte nostra(spendiamo quelle due lire che abbiamo in cassa non per uno striscione ma per una giusta causa)
-sputt....mento di questa rivista a destra e a sinistra  con quanto fiato abbiamo.

Appare a mio parere ancora più giustificato il nostro ingresso in cct  e questa ne è la prova. Più grandi siamo più possiamo fare.
Questo è il mio pensiero.
buingiirni a tutti.
paolo

Rimescolo

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Risposta #6 il: 28/05/2014 - 00:06
Questo non è un circolo ricreativo, un bar o un cinema dove non vado se il film non mi piace o dove non vado se il caffè è cattivo e la gente non mi piace.
Questo è un forum dove ognuno legge e si esprime con la dovuta serenità di valutazioni soggettive.
La vicenda dell'articolo del dott. Assirelli, (offensiva e tecnicamente inappropriata)non dovrebbe concludersi nella rassegnazione o semplicemente con le solite piagnucolose rimostranze interne.
Apprezzo l'analisi di Picchi, ma condivido le osservazioni di Badger e di Levante che invocano una puntuale, incisiva e articolata replica alla direzione di Sentieri di Caccia e.p.c alla dott.sa Tosi.
Occorre a mio avviso essere tempestivi, non si può invocare sempre il Presidente, il quale è risaputo non segue il forum, anche se il suo apporto sarebbe auspicabile e legittimo, oltre che nobile.
Sarebbe opportuno che all'interno del consiglio del club fossero nominati uno, due o tre membri che curassero le pubbliche relazioni e che "spulciassero" ogni testata giornalistica che tratta di caccia e assetto del territorio, (Sentieri di Caccia compreso)e rispondessero o addirittura contribuissero a divulgare la nostra passione, con tecnica, etica e arte.
Non mi piace sentire che alcuni agiscono in proprio, scollegati e purtroppo nell'anonimato. La caccia che vorrei dovrebbe essere propositiva e snellita da condottieri obbiettivi e razionali, realisti convinti e conditi da sana esperienza e saggezza, non urlatori o vittimisti.
Nel forum, quello che vorrei è interpretato da molti soggetti positivi e capaci, faccio tre nomi per aprire una possibilità di intervento costruttivo, senza imporre, ma solo per suggerire e delegare chi vuole impegnarsi alla causa,
- Badger
- Aldorin
- Picchi
Colombaiosenese non credo sia nel consiglio, sarebbe comunque un interlocutore attento, informato e capace, da aggiungersi alla "troica".
Non c'è tempo da perdere.....
Un saluto con rispetto,
Rimescolo 
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levante

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Risposta #5 il: 27/05/2014 - 23:06
Potevano fare due cose: scusarsi o non rispondere……si poteva pensare ….semmai….ad una situazione di imbarazzo.

Invece hanno scelto la terza opzione non prevista dal buon senso…….inviare una lettera pensando che i destinatari fossero o siano,   tutti rincoglioniti.

Credo che due righe del Presidente gli torneranno indietro….. sufficienti per dirgli, "incompetenti con chi credete di avere a che fare"……ma per adesso... BOICOTTAGGIO !!!!

Ribaltina

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Risposta #4 il: 27/05/2014 - 22:58
Non ho rimorsi,non mi è mai piaciuta,mai comprata,e figuratevi se da ora in poi la comprerò.

colombaiosenese

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Risposta #3 il: 27/05/2014 - 22:24
Io mi schiero con i 2 moderatori !

Rileggendo la risposta data all'avvocato Presidente Paci,mi sento altamente e "violentemente" preso per il lato B nell'intero contenuto della stessa.

O ci han preso per pecoroni o per idioti analfabeti.....mmmmm mica lo digerisco !!!

Molto meglio PostalMarket................