FORUM Club Italiano del Colombaccio

Rimescolo

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Risposta #3 il: 20/07/2026 - 20:58
Il 14/2/2025 esprimevo la mia opinione in merito al piano di controllo della specie, richiesto dalla regione Emilia Romagna. Non ho elementi nuovi per modificare quella opinione. Buona estate a tutti
La passera è sempre la passera! Solo la fetta di cocomero fresca ci va vicino.........

massimiliano

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Risposta #2 il: 01/07/2026 - 16:20
Abbiamo visto questa mattina, non senza una certa sorpresa, un farneticante comunicato riguardante fantomatici piani di controllo per il colombaccio. L’episodio sembra scaturire da un sopralluogo, tra i campi di un agricoltore, nella piana tra Firenze e Prato, svolto alla presenza di ATC, tecnici regionali e rappresentanti di Associazioni Venatorie e Agricole. L’Agricoltore, con le colture danneggiate, presumiamo abbia chiesto ristori e soluzioni. Ci risulta che qualcuno gli abbia suggerito di cambiare lavori. Noi speriamo non lo faccia, perderemmo ambiente a discapito di tutti. Il comunicato, lungi dal suggerire soluzioni, crea allarmismo circa progetti di sterminio primaverile dei colombacci e accusa le nostre associazioni di essere addirittura d’accordo. Visto che la Regione ci assicura che niente di tutto ciò è all’orizzonte, non essendo il colombaccio inserito nel piano di controllo straordinario, che resterà ancora a lungo in vigore e al momento non subirà cambiamenti, diremmo che l’allarme può rientrare. Nel frattempo, non possiamo che augurarci che le soluzioni siano trovate, nell’interesse di tutti, per salvaguardare la convivenza tra una specie in continuo aumento come il colombaccio e un’altra, gli agricoltori, sempre più minacciata e in difficoltà. Detto questo, continuiamo a non comprendere la strategia volta a creare allarme tra i cacciatori diffondendo fake-news che, dai primi di giugno, sembra aver pervaso una parte del mondo venatorio. Se possiamo derubricarla a semplice caccia alle tessere, secondo noi, la serietà, alla fine, pagherà molto di più. Infatti, noi continueremo a lavorare per dare certezze e futuro alla caccia e ai cacciatori.  Un fine che non dovrebbe mai essere perso di vista, soprattutto da chi pretende di rappresentare i cacciatori.

Arci Caccia e ANLC della Toscana

massimiliano

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Risposta #1 il: 30/06/2026 - 16:16
Apprendiamo con stupore che gli uffici della Regione Toscana tornano, ancora una volta, a proporre l'inserimento del Colombaccio tra le specie oggetto del Piano Straordinario di Controllo.
Una posizione che respingiamo con decisione e che riteniamo inaccettabile, soprattutto perché interessa una specie di grande valore naturalistico e venatorio proprio in un periodo estremamente delicato come quello della riproduzione, mettendo a rischio i contingenti nidificanti presenti sul nostro territorio.
Per questo desideriamo ringraziare e condividere la puntuale e documentata risposta predisposta congiuntamente dalla Sezione Provinciale FIDC-UCT di Firenze, insieme ad ANUU Migratoristi ed Enalcaccia, un documento che rispecchia pienamente la linea di Federcaccia Toscana – Unione Cacciatori Toscani.
Non è giustificabile continuare a sostenere l'assioma secondo cui la fauna selvatica non possa convivere in equilibrio con l'attività agricola e con l'ambiente. Una moderna gestione faunistica deve fondarsi su dati scientifici, monitoraggi accurati, prevenzione e corretta valutazione dei danni, non sull'individuazione di una singola specie quale capro espiatorio.
Rigettiamo pertanto questo nuovo attacco al Colombaccio e ribadiamo la nostra contrarietà a qualsiasi tentativo di inserirlo nel Piano Straordinario di Controllo Toscano. Le criticità del mondo agricolo meritano risposte concrete, fondate sulla prevenzione, sulla collaborazione tra istituzioni, agricoltori e mondo venatorio e su una gestione responsabile del patrimonio faunistico, non provvedimenti privi di adeguate basi tecnico-scientifiche.
Federcaccia Toscana – Unione Cacciatori Toscani continuerà a difendere una gestione della fauna selvatica equilibrata, sostenibile e rispettosa della biodiversità, tutelando al tempo stesso l'attività venatoria e promuovendo un dialogo costruttivo con il mondo agricolo.
Il Colombaccio non può diventare, ancora una volta, il bersaglio di scelte che non trovano adeguato fondamento scientifico.


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