FORUM Club Italiano del Colombaccio

CAROGNACCIO

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Risposta #3 il: 09/03/2026 - 18:23
Concordo e sottoscrivo Renato.
Peraltro avevo fatto un commento a proposito della non richiesta da parte di regione tosKana nella chat del nostro direttivo elogiando la mancata richiesta.
Il motivo?
Ci avrebbe esposto alle ire degli anticaccia come avvenuto estate avvenendo.
Non condivido il.prnsieto della Evi che all'interno del PD è figura che conta e che va tenuta sotto controllo da chi vota PD ma è cacciatore con la C maiuscola come te e penso il sottoscritto.
Non siamo più giovanissimi e a volte pesa premere il grilletto ma come il pescatore l'atto finale è prendere la preda in mano.
Loro possono rilasciarla dopo averla strapazzata a puntino.
Noi no.
E questa è la differenza che ci frega.
Un caro saluto

Rimescolo

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Risposta #2 il: 07/03/2026 - 14:27
SAluto Mario e umilmente commento.
Al di la di ogni convinzione politica e di ogni indirizzo associativo, rievocare situazioni antiche di libertà di catture di specie selvatiche, ignorando direttive comunitarie è palesemente contro legge e contro natura. La caccia e il cacciatore hanno leggittimità di esercizio nel rispetto del territorio e della selvaggina che lo popola, partecipando ad interventi che ne regolino la densità agricolo forestale. Questo è il mio convinto pensiero e stato d'animo, forse supportato da studi, ricerca ed esperienza sul campo, osservando i cambiamenti socio/venatori. Ritengo perciò inopportuni i provvedimenti in deroga richiesti per specie selvatiche non problematiche. Ovviamente per altre specie in esubero, problematiche per l'agricoltura, o antagoniste , la mia convinzione è quella di una collaborazione con gli enti richiedenti, per un controllo normativo e sistematico.
La passera è sempre la passera! Solo la fetta di cocomero fresca ci va vicino.........

CAROGNACCIO

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Risposta #1 il: 06/03/2026 - 13:10
Copiato e incollato il comunicato del partito democratico che annuncia con enfasi il risultato del TAR Lombardia che ha bocciato la caccia in deroga ai fringuelli.
Bene, anzi no visto che già mi ero espresso in merito non ritenendo opportuno che la mia toskana chiedesse la caccia in deroga al fringuello per evidenti problematiche ambientalistiche e non solo.
Indipendentemente dal come può un cacciatore pensarla politicamente ritengo giusto riflettere dopo aver letto il comunicato che poco c'entra con la caccia cacciata quanto la caccia al governo in carica.
Buona lettura.

“È una sentenza storica, un trionfo della ragione e della legalità. Il TAR Lombardia ha detto chiaramente ciò che ambientalisti e scienziati ripetono da anni, a differenza di quanto propinato dal clientelare comitato tecnico faunistico venatorio architettato strumentalmente dal governo per fare la guerra alla fauna selvatica: le deroghe alla tutela degli uccelli migratori non hanno alcuna giustificazione scientifica, giuridica né etica. La delibera della Regione Lombardia è stata annullata perché in palese contrasto con la Direttiva Uccelli dell’Unione Europea, e questo ci riempie di orgoglio e di speranza.”
Così la deputata del Partito Democratico Eleonora Evi commenta la sentenza con cui il TAR della Lombardia ha annullato la delibera regionale che autorizzava la caccia in deroga ai piccoli uccelli migratori – fringuelli, peppole, storni e altre specie protette – invocando e riesumando presunte “tradizioni venatorie”.
“Il TAR ha stabilito principi chiari e inequivocabili: le deroghe sono strumenti eccezionali, da applicare solo in assenza di soluzioni alternative e con motivazioni rigorose. Richiamarsi alla ‘tradizione’ non basta, e non è mai bastato. Questo è esattamente il messaggio che anche il governo Meloni deve accettare e deve ascoltare, e fermare il cosiddetto ddl ‘sparatutto’, un provvedimento vergognoso che punta a stravolgere le norme europee a tutela della fauna selvatica per accontentare le lobby armiero venatorie. Un attacco frontale alle direttive europee, all’ambiente e alla biodiversità.”
“Mentre il governo va nella direzione sbagliata, i giudici amministrativi confermano che l’Italia ha obblighi europei precisi e non derogabili. Il ddl ‘sparatutto’ non è solo una proposta irresponsabile dal punto di vista ambientale: è una proposta illegale, destinata a scontrarsi con le corti europee esattamente come la delibera lombarda si è scontrata con il TAR. Il Partito Democratico continuerà a battersi con ogni strumento parlamentare per fermare questa deriva.”


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