FORUM Club Italiano del Colombaccio

massimiliano

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Risposta #10 il: 11/12/2017 - 08:22
Ho letto diversi interventi e rimango stupito non capendo perchè dopo tutte gli  incroci/selezioni che si son fatte con i piccioni dopo anni e anni di caccia ( quindi esperienza acquisita) perchè si debbano avere volantini restii al loro recupero.
Posatoio : basta un ramo di quercia (eventualmente anche orientabile su di un'albero) lungo cm 50 x 2 volantini (+ che sufficienti)
Volantini: Io ho volantini che posso mettere sia su un posatoio da campo( tubo cm 60 a 65 cm da terra x 3 volantini) che su un ramo di quercia in un’appostamento fisso e volano come devono volare i volantini (quest’anno mi volava anche una coppia) e si lasciano recuperare con le mani uno dietro l’altro sia da me che da altra persona.
Chi sono io ? Mandrake.
Si Denis,questa volta mi trovi d'accordo . Niente ferretti ganci e affini,i piccioni (solo ed esclusivamente Ternani) li si accostano alla mano con la bacchettina e poi si prendono docilmente per riporli nella loro cassetta.Quelli scorbutici scontrosi intrattabili non trovano utilizzo ne sul posatoio ne tanto meno sulle racchette.

Vasco

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Risposta #9 il: 10/12/2017 - 20:27
No Denis tu non sei mandracke tu forse noi hai piccioni di razza ternana,e se li hai li porti a letto con te.....
Ciao grande prova un cerchio per il campo e mi saprai dire...
« Ultima modifica: 10/12/2017 - 20:58 da Vasco »

giamp50

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Risposta #8 il: 10/12/2017 - 17:40
Ad onor del vero debbo però dire che nel rientro volontario c'è un aspetto negativo, una volta abituati, specialmente la sera, tendono a voler scendere dal posatoio.

Per il resto ovvio che più si riesce a legare con loro e più ci si capisce.
E comunque gli unici piccioni che personalmente abbia mai visto prendere con le mani dal posatoio sono quelli allevati a mano e dunque con imprinting umano.
Del resto non tutti possiamo avere delle aspirazioni magiche, altrimenti che magia sarebbe.

Denis

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Risposta #7 il: 10/12/2017 - 15:25
Ho letto diversi interventi e rimango stupito non capendo perchè dopo tutte gli  incroci/selezioni che si son fatte con i piccioni dopo anni e anni di caccia ( quindi esperienza acquisita) perchè si debbano avere volantini restii al loro recupero.
Posatoio : basta un ramo di quercia (eventualmente anche orientabile su di un'albero) lungo cm 50 x 2 volantini (+ che sufficienti)
Volantini: Io ho volantini che posso mettere sia su un posatoio da campo( tubo cm 60 a 65 cm da terra x 3 volantini) che su un ramo di quercia in un’appostamento fisso e volano come devono volare i volantini (quest’anno mi volava anche una coppia) e si lasciano recuperare con le mani uno dietro l’altro sia da me che da altra persona.
Chi sono io ? Mandrake.

BADGER

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Risposta #6 il: 10/12/2017 - 13:09
io ho dei volantini molto docili, in parte dipende dall'ambiente in parte ovvio dal carattere del piccione. Tuttavia quando li recupero con il ferretto,(io adopero una calza lunga perchè dà meno strattoni al piccione) li tengo qualche secondo posati sull'avambraccio aspettando che il cuore gli faccia meno la rumba. Dopo un po' ci volano da soli sul braccio e dopo qualche carezza li metto in cassetta.
Insomma su queste cose ci si potrebbe scrivere un romanzo e se da una parte è vero che è giusto il rientro volontario dall'altra è  altrettanto vero che un contatto prolungato, ravvicinato, crea una simbiosi con il piccione che a parere mio è molto importante.

giamp50

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Risposta #5 il: 09/12/2017 - 21:32
Già, usare il ferro per la ripresa "massacra" il rapporto di fiducia, rende gli ausiliari diffidenti e nervosi, sempre più difficile il recupero e la gestione sul posatoio con partenze non comandate e potenzialmente dannose.

Meglio spendere qualche minuto nell'attesa di un rientro volontario ed abituarceli che farsi il sangue cattivo!

L'alternativa credo sia prenderli delicatamente con le mani ma ciò necessita di imprinting genitoriale umano.
In questo caso da verificare poi effettiva autonomia nel volo.

Vasco

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Risposta #4 il: 09/12/2017 - 18:41
Vero,il cerchio ostacola la ripresa.
Ecco la ripresa del piccione, se da un lato il cordino penzoloni fa riconoscere il piccione in volo.ma per qualcuno ci vorrebbe un lampeggiante....ed è indispensabile per riprenderlo, dall'altro è svantaggioso in quanto il piccione abituato a farsi tirare per la zampa non è che è tanto contento, in qualche caso quando hanno imparato il giochino lo riprendi dopo che gli manca il fiato......
È mia abitudine farli rientrare da soli, un minuto fuori dal capanno e subito rientrano nella gabbia.
Se invece ho i minuti contati e quache piccione che non ne vuol sapere di rientrare,mica gli va tanto a genio quel ferretto, per riprenderlo  metto la femmina nel trasportino (utilizzo quello dei gatti) e lo lascio aperto sul posatoio, due centesimi di secondo e il piccione è dentro.
Inteso che la femmina è legata allinterno del trasportino.
Ho domenticato un particolare del posizionamento del posatoio importantissimo, è bene posizionarlo all'altezza del petto, sai quanti colombacci vedi prima tenendo sempre i piccioni sotto controllo....

So che Saltarelli è un maestro di questa caccia, purtroppo non ho avuto il piacere di conoscerlo.
La mia scuola viene da Gualdo Cattaneo,li ancora si spara a fermo... ma sono altri tempi e soprattutto abbiamo a che fare con situazioni completamente diverse, io ormai la mia storia l'ho fatta per quel poco che mi rimane sono tornato al passato, so che non è per tutti ma chi vuol salire sul mio capanno d'ora in poi, mi son sacrificato troppo, per vedere il cielo deve aprire la finestra....


BADGER

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Risposta #3 il: 09/12/2017 - 16:20
Sul posatoio dirò la mia. E' innegabile che il cerchio esterno facilita il rientro ma parimenti ostacola la ripresa. Gino Saltarelli mi ha insegnato a fare un posatoio con tre o quattro tubi o rami di ornello o quello che volete voi ma sempre e solo tubi o rami diritti  senza nessuno cerchio,  così la calza è sempre disponibile al ferretto di richiamo. Poi basta fissarlo con un morsetto a un tubo perpendicolare così che si possa orientare in un attimo a seconda del vento. Ma naturalmente questo è solo quello che faccio io e ogni soluzione è altrettanto valida.

giamp50

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Risposta #2 il: 08/12/2017 - 21:32
Troppi consigli Vasco, meglio sbagliare e dover rifare il lavoro così ci si ricorda meglio!!!

Comunque primo la sicurezza, poi la sicurezza ed ancora la sicurezza.
Finire in rianimazione e o in carrozzella, ben che vada, è un attimo.

Eliminare il legno, se lo si utilizza per il pianale mettere sotto tubi innocenti a distanza ravvicinata.
Assolutamente vietato utilizzare il legno per scale!!!

Vasco

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Risposta #1 il: 08/12/2017 - 18:46
Molti giovani ogni anno sono alla ricerca di un posticino dove istallare il proprio appostamento, il capanno, qualche consiglio non fa mai male e sarà certamente utile par chi si appresta per la prima volta a questo fantastico modo di praticare la caccia da appostamento fisso.

Il lavoro per la costruzione del capanno richiede esperienza, ritengo necessario per i meno esperti, di avvalersi dell'aiuto di chi già l'ha costruito almeno una volta.

Il materiale più idoneo e duraturo è  ferroso, tubi innocenti morsetti e pedane di lamiera zincata per il pianale è il materiale più longevo e indicato, si usa anche tavolame che però richiede continua manutenzione, ma una volta sopra alle tavole, rigorosamente di larice di 5 cm. di spessore, a differenza di quelle in lamiera, è come fare un viaggio in treno in prima o seconda classe...

Se per la costruzione del pianale si utilizzano tavole di legno è meglio appoggiarle sui tubi innocenti, se si utilizzano morali di legno come sostegno dovranno essere esclusivamente di castagno impregnato solo nella parte a contatto con le tavole con due belle mani di resina spalmata al momento del montaggio, un'accortezza che garantisce una buona tenuta alle intemperie e che garantisce una buona durata nel tempo.

Le tavole non devono essere inchiodate a contatto tra loro, si lascerà tra l'una e l'altra come minimo un cm. d'aria per far drenare l'acqua, un telo di PVC che copre le tavole quando non si caccia, sarà utile per conservare per tanti anni il legno trattato in precedenza anche con apposito impregnante.

Anticamente, questi materiali erano costosi e difficilmente reperibili, nella maggior parte dei casi il capanno era istallato in una quercia che aveva rami idonei a sopportare il peso della struttura, erano comunque strutture efficienti e molto ben nascoste.

Il disegno evidenzia il posizionamento della scala ancorata lateralmente al capanno, permette così di salire, entrare e uscire con più facilità e sicurezza che con la scala posizionata difronte all'ingresso.

Se si devono raggiungere altezze considerevoli e consigliato il sistema a pianerottoli con ingresso nel capanno dalla botola. Con questo sistema occorrono più scale ma se la struttura è fatta a regola d'arte, tutto ciò facilita la salita anche se la botola è meno comoda del sistema scala per salire e scendere, ma una volta fatta l'abitudine....

Come ultima raccomandazione quella di non chiudere il capanno con i teli ombreggianti o vecchie tapparelle di legno, bene per ripararsi dal vento e dal freddo che con la tramontana si fa sentire, ma il capanno va rinverdito lasciando trasparire la luce, i bucciotti si vedono da lontano... poi con aria e luce la vegetazione delle piante intorno cresce più in fretta e copre meglio e prima il capanno.

Per rinverdire i punti dove manca la vegetazione utilizzo potatute di (cedro del libano), durano tutto il mese di ottobre se le tagliate i primi due o tre giorni del mese, se le tagliate a fine novembre restano verdi fino alla fine di marzo. Così rinverdito, il capanno è bello da vedere da lontano, utilizzate il cipresso e vi ritroverete dopo una decina di giorni con un capanno "argentato", vanno bene invece i teli mimetici tipo foglia con qualche frasca  verde posizionata quà e là dal verso che la troviamo quando si taglia, ma rinverdito con il verde delle piante, pino, cedro o abete il nostro capanno sarà tutta un'altra cosa.

I tirannti ricoprono un ruolo importante, posizionati correttamente danno stabilità al capanno, se si muove addio palombe, quindi  meglio abbondare sullo spessore delle cordine di acciaio, se sono ancorate alla base di una pianta la parte in contatto con il tronco rivestitela con un tubo di gomma o meglio ancora con vecchi copertoni di bicicletta facilmente reperibili, altrimenti la corda penetra nel tronco e provoca danno alla pianta, rispettiamo l'ambiente.


Il POSATOIO
 
Il posatoio dei piccioni è un componente che richiede molta attenzione sia per la costruzione che per il posizionamento. Il materiale all'occorrenza più idoneo e facilmente reperibile nel bosco è l'orniello e il castagno, il diametro giusto dei bastoni è di circa 25mm, la grandezza di un tubo dell'acqua da un pollice.

Il taglio si farà quando la pianta è a riposo (la taglia) negli ultimi giorni di febbraio primi di marzo, i bastoni utilizzati di castagno o di orniello vanno spellati per evitare l'insediamento dei parassiti i quali pregiudicano la durata, spellati anche per facilitare l'espulsione del tannino che rende inapplicabile la vernice, poi una volta  ben asciutti applicate una mano di vernice verde opaco (verde cachi oliva) altrimenti restano bianchi per parecchi mesi.

I bastoni si devono inchiodare, però prima di conficcare il chiodo è meglio fare un piccolo foro al centro di ogni bastone e in coincidenza del punto di giunzione con un'altro, questo accorgimento sarà utile per non spaccare i bastoni, per l'occorrenza un trapano a batteria sarà utilissimo, si avrà così un accoppiamento preciso, il chiodo abbastanza fino e lungo che fuoriesce dalla giunzione sarà  poi ribattuto.

Non utilizzate il filo di ferro per assemblare il posatoio, i bastoni seccandosi si stringono e le legature si allentano, inoltre il filo di ferro può far intrecciare il nodo e il filo che si usa per recuperare i piccioni, un inconveniente che guarda caso si verifica quasi sempre quando si intravvedono i colombacci e si da il via ai piccioni....porca....puttana... zozza... ecc., quindi quando il tempo lo permette è meglio preparare il posatoio in tempo e nel periodo giusto, il legno utilizzato in questo modo durerà per parecchi anni.

Per costruire il cerchio si utilizza un bastone di orniello, è facile curvarlo facendo attenzione di snervarlo man mano che si curva altrimenti si spacca, succede, perciò e meglio preparare più bastoni di orniello ma curvati e spellati appena tagliati, se si seccano non si curvano più.

Il disegno del posatoio evidenzia all'estremità un cerchio, per molti è sconosciuta la sua utilità, il cerchio è utilissimo per facilitare il rientro del piccione, il nostro amico troverà, da qualsiasi parte provenga la direzione del vento, un appiglio nella posizione giusta per attaccarsi, se  al piccione manca un appiglio dal verso giusto al momento dell'atterraggio farà ancora un'altro giro certamente deleterio per attrarre nel nostro appostamento i magnifici.

Altro particolare da tener presente è la posizione del posatoio, dovrà essere indirizzato sempre nella stessa direzione del passo, come nel disegno, mai difronte, inoltre si deve posizionare leggermente penduto in basso, in questo modo si renderà più facile l'involo evitando brutti e sgradevoli sfarfallamenti del piccione, inoltre facilità molto anche il rientro.

Se si vuol rendere più agevole lo spostamento dei piccioni nel posatoio per farli spostare o bere, ma non serve, si può mettere un pezzo di rete nel mezzo, è sconsigliato infittire il posatoio con tanti bastoni, rimane poco mimetico e, secondo me, poco gradito da chi passa la vita appesi ad un ramo di un albero, c'è anche chi ha tanta fantasia e poca testa e utilizza posatoi costruiti con il ferro, beh è una bella cura per i piedi dei piccioni quando il sole è cocente...

Finisco quì, io faccio così, altri faranno diversamente, dite la "vostra" insegnare ai giovani fa bene alla caccia, la gelosia dei vecchi che non ti insegnavano nulla è roba d'altri tempi, coloro che si avvicinano oggi per la prima volta alla caccia al colombaccio contagiati dalla nostra passione si ricorderanno dei nostri consigli.

Un abbraccio.

Vasco Feligetti