FORUM Club Italiano del Colombaccio

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Post - CAROGNACCIO

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È be non c'è che dire.
Il delirio di appariscenza non frena, per ora, la piccola vedetta di Mesola.
Quel tal rondennisse, pare di origini francesi, che pubblicizza in un sito che dovrebbe essere riservato alla caccia tradizionale alle palombe, marchingegni e attrezzature ritenute dannose e quindi vietate addirittura in Francia.
Sapevo e so, avendolo letto sulla home page, cosa ne pensa Rinaldo.
Che è lo stesso pensiero di Mario e cioè io.
Non so come la pensa Francesco al quale chiedo perché debba essere sfruttata una discussione da lui aperta per meri interessi privati.
Sarei curioso di andare a vedere quanto ci "ricava" il ron da questa "operazione commerciale" che parrebbe essere assimilabile a quella degli influenzatori (odio sia i francesismi che gli inglesismi).
Non ho parole anzi le ho in quantità tale che è meglio le tenga per me.
Nella vita c'è di peggio.

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...ribadisco, emozionanti tutti gli istanti e le manovre per arrivare alla posa ma poi non interessante lo sparo a fermo. Oggi anacronistico in quanto non più determinato da necessità alimentari e da risparmi di munizionamento.
I tempi e la realtà odierna sono fortunatamente mutati dall'ultimo anteguerra quando questa caccia era esclusiva di nobili e latifondisti dove i contadini erano obbligati a fornire gratuitamente tutta la manodopera necessaria al funzionamento delle grandi cacce.
I tempi sono cambiati, forse qualcuno non se ne è ancora reso conto.....

E come no.
Eccome se non ce ne siamo accorti sorgiamp.
Rinaldo da come scrivi....e da risparmi di munizionamento....sicuramente ti mette fra gli "spaRRatori".
Sia io che Francesco sono certo pensiamo se sia meglio essere affetti da demenza senile piuttosto che da demenza di onnipotenza.
Che è appannaggio di pochi eletti.
Caro Francesco rimane difficile se non stucchevole leggere presunte "lezioni di vita" venatoria e presunti insegnamenti di caccia pratica alle palombe da chi le palombe ha imparato a conoscerle da meno di un decennio.
Naturalmente mi riferisco al tuo corregionale che per quanto ho modo di ricordare, mi torna alla mente di lui una silente presenza a una riunione di consiglio di federazione di qualche anno fa (sia io che lui immeritatamente invitati).
Riunione che fini abbastanza bene se non che prima di cena il tuo corregionale posto' un commento sul forum al vetriolo nei vostri confronti.
Ora io che "ho la fortuna" di abitare dalla nascita nell'aretino e che "ho avuto la fortuna" sin da subito "di fare pratica di caccia alle palombe con sparo a fermo dal voltabotte grazie ad amici maestri di Cerqueto, posso assicurarti che le palombe da che mondo è mondo son sempre passate da noi.
Discorso diverso per voi marchigiani, peccato sia stata eliminata la bellissima lezione di vita vebatoria di Cavina dove raccontava le sue esperienze di caccia alle palombe, perché sono solo una decina di anni che "avete rivisto passare" solo da una decina di anni.
Marchigiani che come gli umbri, causa "la scomparsa" delle palombe di passo subito dopo la guerra, migrarono come le palombe in toskana.
E io devo prendere lezioni di caccia alle palombe dell'astrologo di brozzi piuttosto che da rondennisse che voleva venire nella mia caccia per imparare e mettere in pratica la tecnica della lascia?
Meno male che ron è tornato alle origini abbandonando un "mestiere" che non fa per lui.
In proposito qualcuno ha scritto della sua caccia che

 ....l'unico errore che si può commettere in questo caso è quello di invertire le polarità delle batterie utili a far funzionare ciò che alcuni frequentatori del forum del Club italiano del Colombaccio definiscono in modo colorito quali “luna park”..... impiantare un “gioco” composto di dieci o più ”giostre” richiede un notevole lavorio, ma in quanto ad abilità (?)...
Non me ne vogliano i cosiddetti “giostrai” ma di abilità, oltre a quella di saper ben sparare, a mio parere ne esistono ben poche. Su questo tema aggiungo che nella vicina Francia tutti i tipi di meccanismi elettrici sono stati vietati.......

Vedi Francesco,  meglio essere affetti da demenza senile piuttosto che da demenza di onnipotenza che si configura con un'indebita occupazione di un forum che dovrebbe essere interamente dedicato a chi pratica la caccia alla palomba in linea con lo statuto.

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Tradotto sparare a fermo è caccia tradizionale sia esso un tordo, una cesena, un colombaccio, un gallo cedrone

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....Cosa poi ci possa essere di emozionante nello sparare a fermo ad un pennuto di sette Kili ubriacato e rintontolito dalla sua sete d'amore mentre si appresta a contribuire alla riproduzione è difficile da capire....
C'è sempre da imparare qualcosa di nuovo leggendo il forum della "federazione del colombaccio".
Infatti lo scorso anno lessi che a metà ottobre i colombacci mangiano ghianda di leccio a Mesola.
Che è peccato mortale sparare a fermo a una beccaccia puntata dal cane e che questo tipo di sparo è considerato dai più grandi cacciatori di beccaccia evento raro ma magistrale.
Ma che quando sparo a fermo a un colombaccio, cosa che faccio ormai dal 1977, sparo ...ad un pennuto di sette Kili ubriacato e rintontolito dalla sua sete d'amore mentre si appresta a contribuire alla riproduzione.....
GIURO questo non lo sapevo proprio.
Ora, vero è che che l'appennino divide la Toskana dalle Marche quindi ci sta che la ghianda da leccio nel versante adriatico maturi molto prima che sul versante tirrenico.
Così come ci sta che nel versante adriatico sia peccato mortale sparare a fermo a una beccaccia ma,
Caro Francesco  mi rivolgo a te marchigiano verace e cacciatore di palombe DOCG per sapere se è vero che nel versante adriatico sparate a fermo a palombe di sette Kili ubriacate e rintontolite dalla loro sete d'amore mentre si apprestano a contribuire alla riproduzione.
Te lo chiedo perché leggere l'astrologo di brozzi è sempre una scoperta per me sin dai tempi delle sue gufate sulla normativa toskana venatoria.

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Nessun nervo scoperto Remier, ci mancherebbe.
Vero che nel libro di Gino non si parla di caccia a fermo ma nemmeno si parla di caccia vagante con le aste.
Se leggi attentamente quello che ho scritto in precedenza vedrai che non ho mai parlato di sola caccia a fermo anche perché la Federazione alla quale mi onoro di appartenere avendola fondata nel 1998 anche con  labronici incalliti quali Gino, Giancarlo, Paolo e altri di cui non sto ad elencare il nome,  prevede e prevedeva l'appostamento fisso e l'uso di richiami vivi come caccia tradizionale al colombaccio.
Non certamente le aste perché con tale sistema si vanificano gli sforzi fatti per la gestione dell'appostamento fisso di caccia.
D'altra parte i legislatori non potevano prevedere in anticipo questa nuova forma di caccia che se ieri era praticata da pochi, oggi tutti hanno uno o più piccioni "in cima a un paolo".
Ecco perché ho parlato di distanze non più idonee a garantire una forma di caccia che nel 1992 con la 157 fu normata in modo diverso dalle altre forme di caccia da appostamento fisso.
Tradotto nel 1992 chi avesse avuto l'intenzione di praticare la caccia da appostamento doveva optare per tale forma in via esclusiva. Cioè solo appostamento e niente vagante.
Esclusa la caccia al colombaccio perché all'epoca pochissimi erano gli appostamenti fissi ad esso dedicato.
Ecco perché si rende necessario prendere in considerazione la revisione della distanza nel caso in cui vengano adoperati piccioni negli appostamenti temporanei.
Tutto qui e, credimi, senza alcuna vena polemica o imposizione

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Veramente la caccia tradizionale al colombaccio, caro Remier, è quella da appostamento "aereo" con richiami vivi.
Vedi "il colombaccio, arte e passione labronica" dall'esperienza venatoria (si legge in copertina) di Gino Saltarelli (carissimo  amico) scritto da Francesco Parducci.
Per passare a Rinaldo Bucchi e finire a quella che io chiamo da anni la bibbia del colombaccio che è "fra querce e palombe" del compianto Avv. Francesco Mazzotti.
Non leggo in queste bellissime esperienze venatorie le cacce itineranti con aste giostre lunapark(rammentare anche da Rinaldo a proposito di poli delle batterie).
Quindi non tradizione ma un nuovo che avanza e che prima non esisteva e per questo "necessitante" di nuova normativa regionale che intervenga prima che sia troppo tardi.
Tradotto, per i toskani occorre rivedere in fretta  distanze dagli appostamenti fissi perché 200 metri son validi per chi usa richiami canori e non per chi adopera quelli visivi.
Ritradotto occorre rivedere qualcosa in materia di normativa venatoria per salvaguardare un selvatico   il colombaccio che caccio da appostamento fisso dal 1977.
Tradotto caro Remier, forse di caccia al colombaccio da appostamento, come Rinaldo  qualcosa ne so

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Fa bene Vasco a non mettere nel forum "la tesi fi laurea della caccia a fermo" praticata da Rinaldo anche grazie a qualche "illuminazione" che gli ho dato io quando ci siamo conosciuti poco prima della fine dei "novanta".
Conoscenza approfondita nel tempo fino a diventare amicizia vera.
Sono un solitario in caccia e non solo.
Forse asociale è l'amicizia quella vera la do a poche persone.
Nemmeno le scazzottate sul forum e non solo sono riuscite a...dividerci.
Coltivare la solita passione, scambiarci esperienze,  ascoltare e mettere in pratica consigli fa parte della nostra quotidianità fatta di tante cose fra le quali la restituzione della visita che lui fece alla mia storica "caccia di Capriola" tanti anni fa.
Io sono stato da lui e Silvano lo scorso 4 agosto e non ho parole per descrivere la bellezza dei luoghi ma anche la difficoltà nel cacciarli.
Troppo più facile da noi.
Rinaldo, tanto di cappello(odio usare francesismi che tanta spocchia e puzza sotto il naso ha) a chi anni fa quando mi chiedeva come andava il passo di ottobre rispondevo..ci vuole chi va a caccia, io, e chi scrive, te.
Gran penna (di colombone) venatoria Rinaldo.
Spero che questa mirabile trattazione di caccia non venga messa nel forum perché farebbe male leggere che qualcuno scrive.....sparare a fermo è peccato mortale.
Grande Rinaldo


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Bravo Francesco.
Senza assolutamente voler privilegiare lo sparo a fermo per quello a volo, entrambi se praticati da appostamento fisso con richiami vivi rientrano fra gli scopi statutari di Federazione, un altro aspetto positivo è che due appostamenti che sparano a fermo non danneggiano altri vicino.
Sto aspettando con ansia altri interventi di quanti praticano questa forma di caccia perché è giusto farla conoscere e perché no, apprezzare.

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...Un anno ancora 1952 e poi la Caccia fu di nuovo chiusa di fronte all’evidenza che la principale Direttrice migratoria non era più quella dell’ anteguerra e si era spostata 200 km a nord.
Onore al “tiro a fermo “....
Da sempre leggo con interesse gli "scritti" del professore.
L'ho "conosciuto" e presentato alla vecchia federazione (odio chiamarlo club che sa troppo di spocchia ed elitarismo) qualche anno fa avendo letto ed apprezzato la sua "beccaccia scientifica" dove si parlava anche di migrazione del colombaccio.
Parlo spesso di caccia alla beccaccia con il mio compagno di caccia classe 1933, il Gigione gran "tiratore di piccione" quando in Italia era consentito.
Cacciatore sfegatato di starne e beccacce in gioventù con cani non super come gli attuali ma perfetti per starne e beccacce.
Detto questo torno a parlare di quella caccia che mi ha appassionato al punto da lasciare tutte le altre.
Il colombaccio, naturalmente a fermo dal 1977 senza nemmeno replica di sparo a volo, dopo la conta, ormai da cinque anni.
Premesso che quello che scrivo lo scrivo per INVOGLIARE chi legge a cimentarsi in questa bellissima forma di caccia che ti fa godere appieno la curata dall'avvistamento alla buttata.
Caccia di qualità e non di quantità insomma.
Ma non ho "puzza sotto il naso" per chi la pratica a volo da appostamento fisso con I richiami vivi.
Anzi, forse più difficile di quella a fermo per il "capo caccia" che oltre tenere a bada scalmanati compagni che "scapano", deve trovare il momento giusto per il via dello sparo.
Caccia non difficile quella a fermo assolutamente da provare.
Caccia non difficile almeno nella mia provincia,  Arezzo, dove la distanze fra gli appostamenti fissi  è ancora di 700 mt.
Caccia non difficile ma di tanto tanto sacrificio e lavoro tutto l'anno.
Caccia non difficile e chi ha intenzione di provarci non deve cedere alla tentazione di pensare di allestire una "caccia" ibrida intendendo per ibrido pensare di sparare a fermo o a volo se non si posano.
Impossibile "indovinare" se il branco in curata ha intenzione di fermarsi o girare a pochi metri sopra la testa per poi riprendere la via della migrazione.
L'unica variante per una "schioppettata al volo" è data dalla possibilità di avere sportelli da buttare giù dopo lo sparo a fermo.
Gli umbri sono maestri in questo.
Negli anni ho provato diverse soluzioni e la più redditizia fu l'invenzione del tettuccio girevole sopra la testa che girava, spinto da una corda elastica robusta piuttosto che da uno spingiporta a molla, su un perno del capanno.
Questo perché cacciando a fermo devi essere completamente chiuso sopra la testa.
Naturalmente non tutti i posti sono adatti allo sparo a fermo; quelli da scartare a priori sono, a mio avviso, quelli in prossimità delle bocchette di valico occupate da chi spara a volo ai migranti in transito.
Uno sparo al momento della curata del branco vanifica la buttata.
Posti da prendere in considerazione sono quelli dotati di piante di buttata perché il colombaccio in transito associa il frullare dei richiami a colombacci intenti a "staccare la ghianda".
È questo il motivo attirante e non già i richiami.

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No no non devi spaventarti.
Cacciare a fermo è diverso che sparare a volo.
I feriti li fanno solo quelli che non hanno rispetto per il selvatico e sparano a tutte le distanze questo è il senso dei...feriti

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C'è chi considera lo sparo a fermo al colombaccio antisportivo.
Parte da questa "considerazione", poco veritiera, il mio sforzo di spiegare quanto è affascinante questa antica forma di caccia tradizionale che pratico ininterrottamente dal 1977.
Ora parlare di caccia sportiva o antisportiva mi pare affermazione fuori dal tempo perché non vi è niente di sportivo o antisportivo nel togliere la vita a un animale.
A caccia si va per passione e non per sport e, potendo, farei volentieri il catch and release come fanno i pescatori perché l'atto finale è prendere la preda in mano.
Per rilasciarla come fanno i pescatori.
Impossibile per noi cacciatori perché la schioppettata ti fa si prendere la preda in mano ma non ti consente di rilasciarla per riprenderla magari dopo qualche tempo.
Una cosa è certa e difficilmente smentibile.
Chi spara a fermo non "fa prigionieri né dispersi".
Tradotto, se sparando a fermo raccolgo 10 sparando a volo raccolgo 10 ma ne ferisco e perdo altri 10.
Tornando allo sparo a fermo posso tranquillamente scrivere che, non solo per me, la caccia cacciata si chiude con la posa.
Posso (anche) aggiungere, facendo storcere il naso a più di uno, che sparo per soddisfare il mio compagno di caccia classe 1933 e le mie due spinger madre e figlia di 14 e 7 anni che se non raccolgono mi mordono.
Quando sono solo faccio come quando andavo con i miei "soci" a caccia in un lago artificiale; non sparavamo ai mestoloni perché ritenuti "non proprio commestibili" quindi nel conto degli abbattuti mettevamo i mestoloni non "sparati" per statistica.
Oggi, qualche volta, sono orgoglioso di poterlo fare.
Ho letto con attenzione tutti gli interventi.
Mi astengo dal commentare i post che hanno preceduto il mio perché reputo giusto pensare "diverso" e scriverlo.
Qualche osservazione pertinente riguarda invece l'affermazione che "la caccia a fermo è più redditizia".
Non so ne conosco su quale ipotesi si basa questa affermazione considerato che, almeno a me, capita spesso sparando a fermo che su dieci branchi che credono al gioco cinque si posano mentre cinque "vengono a vedere" ma non si posano.
Tradotto sparando a volo avrei sparato a tutti i branchi raccogliendo uguale ma uccidendone il doppio considerato i feriti non raccolti.
QUESTO NON VUOLE ASSOLUTAMENTE DIRE che sono contrario allo sparo a volo.
ASSOLUTAMENTE NO perché tutto quello che riguarda la caccia al colombaccio da appostamento fisso con I richiami vivi fa parte della cultura venatoria di caccia al colombaccio che c'è chi dice nata nelle Marche/Umbria piuttosto che nel livornese. Toskana tanto per essere chiari.
Nelle Marche niente volantini ma "lasce".
In Umbria i volantini.
In Toskana, nel livornese il "pulpito" o capanno aereo sui pini marittimi e conseguente sparo a volo sapientemente illustrato in quella che io chiamo la "bibbia del colombaccio" e cioè "fra querce e palombe" del compianto Avv. Mazzotti.
Sparare a fermo è arte perché il colombaccio deve posarsi dove vuoi tu e non dove vuole lui.
Così come sparare a volo è arte perché si deve sparare a tiro giusto e non "tanto per sparare".
Questo è l'impegno che deve prendersi la nuova federazione nata lo scorso 4 febbraio.
Educare al rispetto del selvatico specialmente ora che, almeno nell'aretino, è diventata l'unica specie cacciabile.
In un altro intervento cercherò di parlare della mia esperienza ultraquarantacinquennale di caccia al colombaccio da ottobre a gennaio rigorosamente a fermo.
Per scelta e non per imposizione.

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Discussioni Generali / Re:Ornitosi?
« il: 11/07/2023 - 12:29 »
A proposito di malattie.
Stamani mi è morto Benito, un piccione livornese che avevo preso allo "Spondone" di Livorno a giugno 1998 alla prima o seconda edizione della festa dei colombacciai livornesi poi trasformata in gamefair.
Benito perché aggressivo il giusto al punto da stare 25 anni da solo dopo un esperimento insieme a una femmina che se non gliela tolgo subito l'avrebbe assassinata.
Sicuramente è morto per una fortissima coccidiosi.
Quando mi sono accorto che qualcosa non andava ormai era già tardi.
La coccidiosi come la tricomoniasi è presente in tutte le voliere frequentate da tortore e torraioli.
Si cura abbastanza bene se te ne accorgi in tempo.
Se tardi non recuperi più l'animale.
A differenza di giamp cerco di fare prevenzione. Come per la pseudopeste.
Domani faccio il vaccino perché per questa malattia, come per il covid, l'unica medicina è il vaccino.




I

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Discussioni Generali / Re:Ornitosi?
« il: 10/07/2023 - 15:49 »
Ne ho sentite tante ma questa mi mancava. Evidentemente vivi in un paese in cui le tortore sono assenti così come i piccioni torraioli. Quindi non hai problemi.
Beato te e le tue ricette magiche di tiramento collo a prescindere.
Pensa che lo scorso giugno a Poggibonsi parlando con un carissimo amico cacciatore di colombacci con la C maiuscola ed esperto colombofilo da gara, mi spiegava di una strana malattia dei piccioni viaggiatori che non riescono a isolare nemmeno nei centri zooprofilattici tedeschi dove spediscono campioni di feci ed altro da analizzare.
Mica seghe eh.
Spero legga la risposta che hai postato perché così fa a meno di inviare roba da analizzare in Germania.
Selezione andrebbe fatta anche in chi consiglia così bene

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Colto letteralmente di sorpresa.
Era un carissimo amico anche se ormai da qualche anno i contatti erano cessati.
Mi spiace tantissimo.

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Discussioni Generali / Re:Ornitosi?
« il: 06/07/2023 - 16:56 »
La foto dell'occhio è comune di tanti piccioni, compresi i miei. Non penso si tratti di ornitosi, o clamidia anche se solo con esami di laboratorio arrivi a capire di cosa si tratta.
In genere con l'ornitosi nei casi più gravi l'occhio è chiuso quasi completamente da una sostanza caseosa come il pus.
Anche il naso è coperto dalla stessa sostanza, scolo nasale, ed hanno difficoltà a respirare.
Poi se i piccioni fisicamente stanno bene non mi preoccuperei più di tanto.
Il problema è che in giro non ci sono molti veterinari esperti in piccoli animali.


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