Club Italiano del Colombaccio - Forum
Club Italiano del Colombaccio => Discussioni Generali => Discussione aperto da: Rimescolo - 10/07/2025 - 13:37
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Credo che un cacciatore moderno che ha a cuore la gestione del patrimonio faunistico/ambientale, offrendo la propria disponibilità, conoscenza, esperienza e responsabilità non debba essere apostrofato come un boia moderno. Caro presidente Francesco Paci, di cui ho nutrito rispetto e stima, sarebbe il caso di chiedere scusa a quei cacciatori che si impegnano alla gestione di specie in esubero o problematiche. Ciò permetterà in futuro di ottenere la concessione annuale all'esercizio della caccia. In alternativa come chiede lei, sig. Presidente, saranno altri a sostituirsi ai cacciatori. Se è questo il futuro me ne rammarico amaramente.
Con rispetto,
Rimescolo
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Ciao Renato.
Ho letto solo ora il tuo post quindi mi riservo di chiedere a Francesco quando e in che occasione ha paragonato qualche cacciatore impegnato nella gestione del patrimonio faunistico ambientale offrendo la propria disponibilità come moderno boia.
Credo che Francesco abbia accostato chi va ad abbattere i colombacci in Emilia Romagna tra il 1 aprile e il 1 settembre semplicemente perché la limitazione del numero la si può dare benissimo tra il 1 e il 15 settembre di ogni anno in Emilia romagn rimodulando leggi e regolamenti regionali già esistenti.
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In risposta al post di Rimescolo, che saluto cordialmente :
in effetti ho sbagliato a non distinguere tra quei cacciatori che si rendono disponibili -a malincuore- a sparare ai colombacci per rendere un servizio ambientale e quelli che invece sono irresistibilmente attratti da un'occasione in più di sparare ai colombacci .
Questa mia uscita è sicuramente stata determinata da quello che mi è dato osservare in ottobre, dove la straordinaria bellezza di questa caccia , con le incredibili emozioni che sa dare, viene troppo spesso tagliata fuori dalla fregola dello sparo.
E' sempre la solita storia : lo sparo più importante della caccia . Purtroppo sono in tanti a considerare lo sparo come il momento fondamentale della caccia : se non si è sparato non si è cacciato.
Ma chiedetelo a quei cacciatori che si sono visti arrivare addosso un branco enorme venuto a posarsi lì attorno e sono rimasti paralizzati dalla bellezza e dall' emozione che la scena ha creato, incapaci perfino di mettere mano al fucile, forse proprio per non guastare quella bellezza .
Non è caccia questa per il fatto che è mancato lo sparo ?
Il numero è il criterio dominante, ma siamo nel 2025, abbiamo ancora bisogno di sopravvivere con la selvaggina, o la caccia, come il teatro, un concerto, un grande film, deve valere per le emozioni che sa procurare ?
Chiedo scusa per questa digressione, che spiega in qualche modo la mia espressione forte rivolta ai volontari per il controllo in Emilia Romagna e chiarisco che quell' espressione non può essere rivolta a coloro che agiscono per rendere un servizio ambientale, ed a malincuore sparano ai colombacci dal I* aprile quando sono tutti nel pieno dell'attività riproduttiva.
Anche perché analoghi risultati si sarebbero ottenuti, aumentando i limiti di carniere nel mese di settembre, ma questo non dipende dai cacciatori.
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Mi scuso l'errore, il post di palombe Forever era il mio. Pardon .
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Grazie Francesco per la risposta esaustiva e opportuna.
Credo che altri lettori avrebbero potuto e dovuto esprimersi.
Il mio pensiero sulla gestione di ambiente e specie selvatiche problematiche è noto.
Espresso con chiarezza e trasparenza in altri post, senza imporre, collaborando.
Un saluto cordiale,
Rimescolo
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Grazie ad entrambi, dico io, per aver messo in evidenza problematiche sorgenti da un improprio "utilizzo" del cacciatore impegnato nella gestione del patrimonio faunistico nella disponibilità della collettività.
Ottimo il distinguo di Francesco che mette ancora una volta in evidenza chi fa questo come cacciatore impegnato per rendere un servizio ambientale ben diverso dai tanti che lo fanno per avere un'occasione in più per sparare non solo ai colombacci.
Vero Renato che altri lettori avrebbero potuto e dovuto esprimersi ma forse è meglio leggere piuttosto che sparare cavolate nel rispondere
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Renato , consentire di sparare ad una scrofa con i porchetti a seguito, adesso che la trebbiatura è terminata da 20 giorni (nelle mie zone) lo considero un insulso obbrobrio equiparabile al prelievo di colombacci deliberato mesi or sono in Emilia Romagna .Ne più ne meno . Ci siamo indignati per i colombacci prelevati in periodo di cova e con i pulli sul nido ? e i cinghiali e gli ungulati tutti in genere qui in Toscana ? Caprioli decimati e resi quasi specie in via d'estinzione da carabine e lupi. Ora tocca al daino..la strada è già stata intrapresa quella giusta. Ah già ma è specie alloctona e quindi si deve togliere di giro dalle nostre campagne. L'impegno per consentire ai nostri agricoltori un più ampio profitto dai loro raccolti , non dovrà mancare mai da parte del cacciatore questo è innegabile e inconfutabile. La collaborazione con il mondo agricolo sarà sempre un punto cardine del moderno concetto di caccia....se così non fosse e non sarà si avrà vita breve.Con il frutto all'albero la fauna problematica andrà sempre contenuta e regolamentata , oltre no ! E affermo un NO con forza e sdegno verso chi lo consente e chi lo applica . Oltre (e qui tutti tacciono ambientalisti e forze politiche ..note.. a noi avverse ) la fauna deve esserci e deve essere considerata un patrimonio da tutelare e gestire con parsimonioso spirito costruttivo . Non da eradicare sempre e comunque. Consentire l'uso della rigata (aggiungo visori notturni termici per la notte ) 365 giorni all'anno per me è veramente qualcosa di inconcepibile e aberrante . Questo è da sempre il mio modesto e forse errato , pensiero . Un caro saluto da un Cacciatore .
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Quello che hai scritto Massimiliano non è contestabile, lo trovi nei miei post precedenti e molto precedenti, e tu l'hai letti! Le disponibilità, i tempi di prelievo, i modi di intervento dovrebbero essere indicati da coloro che rappresentano i cacciatori, invece di cavalcare sentimenti umorali e moralismi irrazionali. Il futuro del cacciatore sarà subordinato alla gestione di selvaggina e territorio, auspico concessioni annuali che contengano impegno sociale da ogni cacciatore, sia di pelo che di piuma. Ovviamente come la vedo io. Buona estate