MARGERITA ancora tu …

Nessun cambiamento se non salviamo gli animali

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Ancora non ci siamo. Per nuovo e giovane che sia non c’è ancora movimento aspirante al cosiddetto cambiamento che riesca a capire, includere e promuovere l’attesa rivoluzione nel rapporto fra l’uomo e le altre specie.

Anzi, di animali non si parla mai nemmeno per sbaglio, se non quando – nel caso della più recente politica – si tratta di usarli in campagna elettorale salvo poi agire all’opposto, oppure come metafora per attribuirsi un nome, vedi la corrente delle Sardine, che nelle giuste aspirazioni all’uguaglianza dei diritti sembra abbracciare solo i propri simili, bipedi e umani, senza poter estendere il sentimento di solidarietà a maiali, agnellini o cornacchie.

Parecchi gradini più su nella coscienza della salvaguardia del Pianeta, la stessa eco paladina Greta Thunberg, seppur dichiaratamente vegana, (ancora?) non pone mai come elemento centrale nei suoi discorsi la questione degli animali.

Eppure, anche nel campo di mutamenti climatici, non si tratta solamente di ricordare lo spaventoso impatto inquinante degli allevamenti intensivi o i danni derivanti dalla caccia e dalla distruzione degli habitat, quanto più in generale di ricordare che la Terra e la natura sono state concepite per esistere con una grande varietà di esseri viventi, chiamati animali e vegetali. Senza di essi, che impollinano, concimano, consumano, nutrono la terra, l’aria e le acque, la vita non sarà più possibile per nessuno.

Affinché gli animali rimangano a questo mondo, tuttavia, occorre che si smetta di perseguitarli: catturarli, ucciderli, allevarli, mangiarli, scuoiarli, cacciarli, imprigionarli, picchiarli, addestrarli, cavalcarli, macellarli, violentarli, vivisezionarli, distruggere i territori dove vivono, abbattere le foreste, inquinare fiumi, laghi e mari, cospargere la terra di pesticidi, impedire gli accessi alle sorgenti d’acqua, investirli con le automobili.

Non ci sono altre soluzioni, ma nessun giovane entusiasta, al momento, sembra voler accogliere questa evidenza. Forse perché, come tutte le cose chiare, può essere immediatamente messo in pratica da qualsiasi persona nelle scelte di ogni giorno, ribadendo un principio che l’umanità respinge perché è l’unico davvero in grado di cambiare il suo destino.

http://richiamo-della-foresta.blogautore.repubblica.it/2019/12/17/nessun-cambiamento-se-non-salviamo-gli-animali/?ref=RHPF-WB

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