Colombaccio scientifico

COLOMBACCIO SCIENTIFICO

Tutti i vecchi Amici del Forum 2014 hanno avuto occasione di leggere tante note – forse troppe – di aggiornamento scientifico . Già prima e poi con l’introduzione del Box “Colombaccio Scientifico “ abbiamo cercato di dare migliore conoscenza in particolare per il fenomeno MIGRAZIONE – Non vogliamo togliere nulla al piacere empirico , pratico , della caccia vissuta veracemente sul campo , ma pensiamo che una migliore crescita conoscitiva o propriamente informativa-scientifica può migliorare il nostro rapporto cacciatore-preda senza nulla togliere al piacere istintivo della caccia in qualsiasi forma sia essa vissuta . Spero siate d’accordo . Nel Forum 2013 ,ed anche prima, avete avuto occasione di approfondire alcuni argomenti che sempre hanno suscitato interesse . Ora il Club ha voluto invitarmi a gestire questa Rubrica ed ho accettato , sperando di avere collaborazione da parte di tutti . Cercherò di farlo nello stesso spirito del Forum 2013 , ricordando a tutti che comunque anch’io e pur vecchierello sono sempre un “dilettante” con tutti i limiti connessi.Sia per tutti chiaro che la mia disponibilità a interagire con voi è totale : sia che ci possa essere una futura comunicazione interattiva tipo Forum sia che ci sia una qualsiasi vostra richiesta diretta privata ( ecavinaster@gmail.com ) , cercherò di rispondervi sempre . Ricordo che molti aspetti e problemi comuni a COLOMBACCIO e Beccaccia sono accessibili sugli AGGIORNAMENTI di www.labeccacciascientifica.it I problemi SCIENTIFICI che abbiamo di fronte a noi sono molteplici . Per il momento mi limiterei a segnalare : – studio della MIGRAZIONE in Italia – ricerca delle ORIGINI dei Colombacci che arrivano in Italia – studio dello SVERNAMENTO e dell’AMBIENTE connesso E’ già tanta roba . Per la MIGRAZIONE già molte cose abbiamo detto nel 2014 ed una sintesi di un aspetto molto particolare è qui di seguito Per le ORIGINI , da tempo si è evidenziata l’esigenza di una Ricerca mirata , che senza fondi specifici sarà difficile poter avviare e svolgere ( Isotopi ) Per SVERNAMENTO e AMBIENTE è tutto da inventare e gradirei molto che ci fosse qualcuno a far da Referente per questo aspetto

MIGRAZIONE

L’aumento della Pressione Atmosferica (PA) induce i decolli di massa dei Colombacci (Columba palumbus): uno studio su 112 picchi migratori autunnali in Europa

Abbiamo esplorato i conteggi ufficiali di 40.215.173 colombacci migranti (Columba palumbus) negli autunni degli ultimi 15 anni, disponibili sul web (Europa) e direttamente su studi in Italia (Progetto Colombaccio 1998-2007- Club Italiano del Colombaccio – R .Bucchi rinaldo.bucchi@hotmail.it). Relazionando “112 picchi estratti dagli Archivi” e “fattori abiotici” (temperatura, umidità, condizioni atmosferiche, visibilità, forza e direzione dei venti, fasi lunari, cambiamenti nella pressione atmosferica-PA ) con dati meteo (Archivi meteo sul WEB) abbiamo rilevato risultati interessanti Abbiamo correlato i livelli di PA 48/36/24/12 ore prima del decollo dalle aree di nidificazione (Scandinavia) e dalle aree di sosta (Europa)con i giorni dei picchi migratori Nessuno dei fattori abiotici sembra significativo come “il dito che preme il pulsante ” per il decollo, tranne che appunto la variazione della PA: tale aumento è significativo statisticamente L’aumento della PA è sempre tale durante i giorni precedenti la migrazione giorni, ma è principalmente più significativo per valori di più di 10 (dieci) hPa, come dai seguenti risultati. – Scandinavia: 5.1 23,647 colombaccio (transito censimento 1999-2013 dalla zona di nidificazione) – 47 picchi (media 84,511 uccelli) – aumento di PA tra “5-10 hPa” (**) 92,62% – aumento di PA più di 10 hPa (***) 76,19% – Nord Europa (coste baltiche) – 6.815.920 (censimento transito dalle zone di nidificazione e di sosta) 14 picchi analizzati da 100 Records Conteggiati (1.381.710 conteggi di 14 picchi -max.233.500 – min.37.010 – media 98,693 uccelli) – aumento PA (* *) 94,67% – aumento di PA (***) 78,57% – Francia (Pirenei): 22.444.226 (censimento 1999-2013 transito da aree di sosta) – 42 picchi (media 534,384 uccelli) – aumento PA (**) 92,85% – aumento di PA (***) 76,19% – Italia (migrazione dall’Europa centro-orientale e balcanica): 4.831.380 (censimento 1998-2007 transito da aree di sosta) 11 picchi (media 56,315 uccelli) – aumento PA (***) 91,66% Conclusione: “l’aumento di PA ” (più di 10hPa) nelle aree di decollo è effettivo nel 76,19% – 91,66%, più frequentemente 12h prima del decollo dalle aree di nidificazione, rispetto a 48-12h prima dalle aree di sosta. Si sottolinea che la Ricerca retroattiva è stata condotta in 112 dei picchi analizzati su un numero globale di 40.215.173 colombacci (conteggi ufficiali sul web) (Riferimenti bibliografici -vedi). E ‘sorprendente che questa aspetto (aumento AP) sembri inesplorato come “focus ” nella letteratura corrente. Per quanto riguarda altri fattori abiotici solo il fattore “la superficie lunare illuminata % più del 40%”sembra significativo 54,76% di picchi. Il “perché?” del rapporto tra l’aumento PA e decolli di massa potrebbe essere sviluppato considerando il target della PA quale è il PTO Organo di Vitali (orecchio medio degli uccelli) o barometro-altimetro “biologico”. Attualmente tutti questi dati fanno parte di una BOZZA ( DRAFT) di Lavoro strettamente scientifico attualmente in elaborazione : infatti la nostra esposizione “dilettantistica” non è compatibile , specie per la parte statistica , con i requisiti richiesti dalla maggior parte delle Riviste Ornitologiche Internazionali . Intanto comunque c’è già l’interesse pieno a pubblicare da parte della Rivista Internazionale “The RING “ e da parte dell’Editor del Journal of Ornitology , il quale ha affidato l’elaborazione specifica ad un Ricercatore qualificato . Speriamo che questo lavoro vada presto in porto . Infatti c’è da tener ben presente che quando i dati – pur scientificamente validi – vengono presentati da chi in qualche modo è legato al mondo della Caccia , subito si sviluppano diffidenze o veri rifiuti . Credo però che siamo sulla giusta strada ed anche i dati forniti dal Club Italiano del Colombaccio potranno avere il giusto riconoscimento scientifico . Frattanto il DRAFT completo con le Statistiche è visionabile on-line ( www.labeccacciascientifica.it – Aggiornamento del 27 Novembre 2014 ) . Qui inseriamo l’Abstract in Inglese . In this detailed paper we have tried to detect all the possible abiotic data on three areas of transit of woodpigeons(Columba palumbus) on autumn migration (Falsterbo SWEDEN – FRANCE Pyrenees – ITALY Appennini mountains and valleys “CIC “- ), processing and reporting of their data.. The “focus” was to identify the main abiotic factor related to the weather that can be defined as “the finger pressing the button” for the take-off flight of the fall migration from nesting areas by both transit areas (stop-over). The analysis was conducted on census data in transit, in the Archives of the Observatory of Falsterbo (Sv) ,Mountains Pyrenees (GIFS) in France, Club Italiano del Colombaccio – Progetto Colombaccio ( CIC). Basis of the total quantity of Pigeons counted in migration of 40 years (from 1973 to 2014 ) is 42.936.667 woodpigeons (Columba palumbus) and more specifically in the subject of study over the past 15 years (1999-2013) 47 peaks were identified (1-5 days) migration in Sweden ,42 peaks on the Pyrenees , 12 in Italy . It was possible to compare these peaks with the weather conditions drawn day by day and hour by hour detailed by the Archives of Weather History. The analysis carried out mainly with data rates of incidence of abiotic factors has revealed that the likely “finger pressing the button” can be identified in raising of the atmospheric pressure (AP) : this increase is a constant (92.62% Sweden – 92.85% of the Pyrenees- 91,00% in Italy ) and more in particular has been with variations above 10 hPa in 75.80% of the peaks for the sector “36/24 h” and 76.19% for the sector “18 h” preceding the take-off .. The global analysis of all the abiotic factors makes it possible to construct a number of hypotheses for the interpretation of the “why” this happens. It is also emphasized that the sensor terminal of the variations of atmospheric pressure is readily identifiable of the Para-Tympanic Organ (PTO) of Vitali.as possible “biological” barometer. Dal DRAFT definitivo abbiamo rimosso l’analisi di alcuni PICCHI migratori che ci sono sembrati non affidabili per veridicità , quindi lo Studio si riferisce a 101 Picchi documentati rispetto agli iniziali 112 . Bibliografia – Riferimenti (91) disponibili presso www.labeccacciascientifica.it (da Index – clicca Aggiornamenti 10 Agosto 2014) Per quanto riguarda i decolli di massa , come si sono verificati nel 2014 ( Mesola , S.Rossore ecc. ) vorrei riportare un’immagine , in termini di PROVOCAZIONE
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Il PASSENGER PIGEON (Ectopistes migratorius) (http://en.wikipedia.org/wiki/Passenger_pigeon ) o Colomba Migratrice , di fatto era una “tortora” e presente in America in miliardi di esemplari nel 1800 si è estinta completamente : l’ultimo esemplare è morto nello zoo di Cincinnati nel 1914 . Si è voluta attribuire l’estinzione al solo esercizio “criminale “ della CACCIA , ma ciò è impossibile . Malgrado molti studi scientifici non si è ancora identificata una causa preminente plausibile . Si può indubbiamente ipotizzare un danno genetico irreversibile che abbia indotto l’impossibilità a “riprodurre” , ma mancano ancora studi certi . Il miglior conoscitore della Letteratura SPECIFICA in Italia è Rinaldo Bucchi . L’immagine qui riprodotta è provocatoria : stiamo attenti a non farci criminalizzare in un qualche futuro . Il confronto con una foto ( elaborata ) del decollo dalla Mesola nel 2014 è significativo .
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LE ORIGINI

Le VIE MIGRATORIE riportate nelle pregresse pubblicazioni del CLUB ( Progetto Colombaccio) in numerose piantine , sono sintetizzate qui di seguito . Ma mancano totalmente dati specifici e scientifici che indichino con chiarezza – come è stato fatto in Francia – le origini delle POPOLAZIONI che variamente ed in tempi vari , transitano o svernano in Italia . Dobbiamo cercare di attivarci in tal senso.
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Già nel 2013 avevamo segnalato il problema così come aveva fatto Denis Bianchi . Il LAVORO di riferimento è qui riportato , sintetizzato e commentato in una nostra pregressa Nota riferita anche alla Beccaccia.

Isotopi e migrazione: Colombaccio e Beccaccia

Aggiornamento bibliografico ( inclusivo di Recensioni e Commenti ) di www.labeccacciascientifica.it – Enrico Cavina – ecavinaster@gmail.com 24 Giugno 2013
Sono apparsi – in questi primi giorni di Giugno 2013 – due importanti Lavori scientifici riguardanti la Ricerca sulle migrazioni delle Beccacce svernanti in Francia ed in Spagna ,ricerche molto vaste eseguite con l’isotopo “delta-H” su diverse centinaia di uccelli , quindi con alto valore statistico.Alcuni risultati di queste Ricerche appaiono al momento abbastanza sorprendenti. Dalla bibliografia di questi due Lavori – pubblicati su Riviste internazionali di grande prestigio nonchè altamente selettive per la scientificità delle pubblicazioni – abbiamo potuto anche accedere ad un altro importante Lavoro analogo riguardante la migrazione del Colombaccio .Anche questo Lavoro pubblicato nel 2009 offre dati sorprendenti. 2009-2013 : sembra un periodo breve e recente , ma per il rapido crescere evolutivo della Ricerca con Isotopi è già un tempo lungo ricco di cambiamenti ed aggiornamenti delle metodologie circa l’utilizzo degli isotopi e circa i modelli d’identificazione geografica relativi alle aree di origine (nidificazione) degli uccelli migratori . È quindi opportuno – prima di recensire i risultati su Beccaccia e Colombaccio – aggiornare le nostre conoscenze sull’utilizzo degli Isotopi , avendo come esaustivo punto di riferimento il Lavoro di Wunder M.B. dell’Università di Denver-Colorado “Determining geographic patterns of migration and dispersal using stable isotopes in keratins” (Journal of Mammology 92,360,2012 ) : quì si analizzano i modelli – e relative modalità di comparazione geografica – che permettono la identificazione e localizzazione delle aree di origine del migratori . Tutti i tessuti degli animali sono metabolicamente attivi , ma non così la keratina ( capelli,unghie,penne ) che una volta formatasi ( fase dell’accrescimento nell’area di nidificazione) rimane metabolicamente inerte e riflette le condizioni ambientali dove si è sviluppata portando con se la “firma” o “marchio”dell’isotopo di origine . Per gli Uccelli bisogna tener conto della “muta” delle penne e quindi della successiva marcatura della keratina nel luogo dove avviene la “muta”,stop-over o altro.Le caratteristiche isotopiche della keratina dipendono dalla marcatura isotopica che si sviluppa dall’acqua e dagli alimenti presenti nell’area ( marcatura ambientale ) e ciò avviene anche con importanti varianti legate alle variabili condizioni nutrizionali durante la sintesi dei tessuti.Appare chiaro che le metodologie di valutazione,misurazioni,comparazioni geografiche e statistiche,nonchè comparazione di diverse condizioni fisiologiche ( accrescimento ed età degli Uccelli , ecc.) ,sono tutte modalità complesse che richiedono studi di verifica e di revisione e controllo non sempre di facile comprensione per noi profani. Il Lavoro di Wunder M.B. ( 2012 ) così recente mette bene in evidenza tutte le difficoltà interpretative dei risultati sinora ottenuti nello studio delle Migrazioni per via (delle numerose varianti riferite principalmente a 3 Modelli di studio , essi stessi continuativamente evolutivi ed aggiornati , sin anche alle modalità di elaborazione statistica ( regole di Bayes ) nei rilevamenti sulle aree di origine secondo latitudine e longitudine e relativi ambienti principalmente forestali . La stessa scelta di utilizzo preferenziale degli isotopi sembra cambiare dalla preferenza del Deuterio a quella attuale del “delta – H ” come isotopo stabile ( pioggia,acqua,terreno,alimenti vegetali ed animali ),nonchè analisi comparative ottenute con tipologie di diversi isotopi. Tutto ciò semplicemente per sottolineare ancora la complessità dei metodi di Ricerca con isotopi , e come questi metodi devono oggi essere validati dai risultati di antiche ( inanellamento ) e nuove ( genetica,radiotraking satellitare ) metodiche , comparazioni che gli stessi Lavori che abbiamo citato, ritengono indispensabili.

COLOMBACCIO

Scusandoci con i cultori della Beccaccia , diamo priorità di Recensione e commenti al Lavoro di Hobson K.A. e Coll. (2009) “Stable isotopes ( delta D) delineate the origins and migratory connectivity of harvested animals : the case of European woodpigeons” ( J . of Applied Ecology 46,3,572,2009) perchè questo Lavoro evidenzia con equilibrio di affermazioni e di analisi tutte le potenzialità e limiti dei nuovi modelli di studio con Isotopi per “delineare” le origini e le connettività migratorie degli animali .Lo studio si è avvalso della indispensabile collaborazione dei Cacciatori utilizzando le penne di 1513 Colombacci abbattuti in pieno Inverno ( Dicembre) nelle varie Regioni di tutta la Francia ( 1395) ma anche dalla Spagna (70) e da Corsica-Sardegna ( 48 ) .Per ogni uccello sono stati valutati questi elementi : età ( adulti,giovani),punteggio di muta e attività di muta ( muta attiva o sospesa ) ,la lunghezza dell’ala ( misurazione standardizzata e millimetrica) e sono state valutate solo le penne come riconosciute per crescita esclusiva nell’area di nidificazione.La valutazione isotopica si è avvalsa dell’isotopo Idrogeno stabile ( delta D ) e le analisi sono state più volte ripetute in termini di comparazione sul materiale keratinico.L’identificazione geografica delle aree di origine ( caratteristiche isotopiche comparabili con quelle degli Uccelli ) , considerando le derivazioni alimentari ( caratteristiche isotopiche delle diete ) e quelle piovane si è avvalsa di Mappature del International Atomic Energy agency e del Global Network of Isotopes in Precipitation . Il modello ( GIS-based model of “delta Dp” ) si è avvalso di un’elaborazione algoritmica e statistica molto complessa per la nostra comprensione di “non addetti ai lavori” ma certamente si è finalizzato a ridurre al minimo le possibilità di errori eventualmente anche legati alla fisiologia di crescita degli uccelli nelle aree di origine . Andando quindi a determinare le origini geografiche dei Colombacci abbattuti ( ricordiamo : pieno inverno in Dicembre ) ed esaminati anche per età , il Lavoro si focalizza su tre categorie di Colombacci : residenti , migratori di media distanza , migratori di lunga distanza . L’analisi comparativa dei Migratori a lunga distanza vs gli altri, ha permesso anche di valutare logitudine e latitudine delle aree di origine . Le Mappe di origine così elaborate sulla carta geografica dell’Europa risultano molto indicative circa la sempre prudente affermazione di “probabile” origine di una popolazione o di singoli individui. Molti altri elementi interessanti si evincono dalla approfondita analisi dei risultati conseguiti dalla Ricerca. Cerchiamo quindi di sintetizzare e seguire le sequenze di analisi come sono riportate nel Lavoro di Hobson e coll.. L’analisi dei risultati tiene in conto i precedenti risultati di una ricerca pubblicata da Hobson nel 2004 : i rilevamenti attuali identificano aree di origini già conosciute , ma molti colombacci risultano di origine sconosciuta ed in questa analisi vengono ora riferiti ad origini potenziali – per i colombacci Francesi – nell’Europa Centrale.Invece per i colombacci abbattuti in Spagna le origini vanno delineate più a Nord includendosi l’Europa Nord-centrale e la Russia Occidentale.Interessante il dato di Corsica e Sardegna ,più calzante per le nostre linee migratorie : i risultati delle ricerche con inanellamento identificavano per questi colombacci “Corsi-Sardi” origini piu a Sud dell’Europa Centrale ( Austria,Ungheria,Ucraina) ma i risultati attuali indicano una linea di origine a latitudini un po’ più basse ancora e precisamente su una linea a Nord-Est da Ucraina a Nord Italia , e più a Sud su una linea Est-Ovest dalla Bosnia a Costa Adriatica Balcanica.E quì – commentiamo noi – è proprio il focus sul quale è necessario sviluppare ricerche che interessino più propriamente i flussi di transito sulla nostra Penisola. Ricordando ancora che in questo studio il prelievo è avvenuto in pieno inverno (dicembre) su tutte le varie estese Province della Francia tutta, i risultati identificano una presenza invernale di “residenti” ( 54-58 % ) , di migratori a media distanza ( 31-33 % ) e migratori a lunga distanza ( 10-13% ) , e si deve sottolineare che questi ultimi sono stati prevalentemente abbattuti nel Sud della Francia , anche se sorprendentemente una buona parte dei colombacci abbattuti nell’area centrale dei Pirenei , è stata relazionata ad origini più vicine (media distanza) nell’Europa Centrale ( Germania,Polonia,Bielorussia,Russia Occidentale). Bisogna tenere ben presente che il “carniere” annuale in Francia nel 2000 ( Lormée e coll.) era stimato di oltre 5 milioni su un totale di circa 10 milioni stimato in Europa nel 1984 .La popolazione dei colombacci stanziali ,distinta da un totale di circa 10 milioni svernanti , si sarebbe più che raddoppiata in questi ultimi 15 anni ( Cohou V. E coll. 2007). Questo aumento dei residenti è stato relazionato ai mutamenti ambientali creati dall’uomo : riduzione del 30% delle foreste di quercie ( ghianda) a Sud dei Pirenei , parallelamente ad aumento delle coltivazioni di granoturco in Francia a Nord dei Pirenei. La correlazione – intuitiva anche nei nostri territori ( esempio S.Rossore Migliarino Pisa ) così com’è anche in Bulgaria,Romania,Ungheria – con le tipologie di coltivazioni agricole intensive ( principalmente mais e girasoli ) è stata ben analizzata da Bea e coll. ( 2003) in uno studio di census in una vasta area territoriale della Penisola Iberica a Sud-Ovest a cavallo tra Spagna e Portogallo) con una presenza di svernanti e residenti di circa 3 milioni di colombacci , area comunque soggetta a variabili spostamenti anche massivi intra-invernali legati alle condizioni ambientali ( clima , agricoltura , maturazioni arboree e forestali) . Come già detto l’aumento delle popolazioni residenti in Francia – anche in dipendenza dei cambiamenti in Spagna- sarebbe stato calcolato nell’ordine del 66%. Di pari passo a queste considerazioni rileviamo che Hobson e coll. (2009) sottolineano che comunque il carniere globale annuale in Francia in misura del 50% si realizza in Ottobre Novembre e ricordano che a partire dal 1960 si sarebbe notato un decremento dei transiti Francia-Spagna . Nutriamo dubbi su questa affermazione , anche perchè non supportata da dati scientifici citati. Noi rileviamo che esiste un monitoraggio ben preciso dei transiti sui Pirenei e che – per quel che possiamo considerare rispetto alle nostre dimensioni di passo – i numeri rilevati da GIFS come Gruppo delle Federezioni di Caccia dei Pirenei sono impressionanti : in particolare per i “picchi” di transito quale ad esempio la certa conta di circa 600.000 colombacci in un solo giorno il 31 Ottobre 2011 al Passo di Urrugne , il Passo più vicino alla costa Atlantica . In definitiva il Lavoro di Hobson e coll. (2009) sulla base del “carniere” invernale ( residenti e svernanti ) esaminato con isotopo H stabile identifica ,”delinea” , per la maggior parte dei Colombacci presenti in Dicembre in Francia , origini “residenziali” ( Francia e Paesi contigui) e comunque abbastanza vicine ( Centro Europa e non troppo a Nord e non troppo ad Est ) . Questo dato sta evidentemente a suggerire e leggere una graduale tendenza delle popolazioni Europee di Colombacci a ridurre i percorsi migratori ; e per gli aspetti residenziali giocano un ruolo fondamentale le aree agricole e forestali ( cibo a disposizione anche dopo le raccolte , ovviamente il tutto anche in relazione alle condizioni meteo contingenti ed ancor più climatiche . Mi permetto di segnalare che occasionalmente ho osservato questa fenomenologia di permanenza simil-residenziale e movimenti anche massivi contingenti nell’area dell’Evros – Grecia del Nord ai confini con Bulgaria e Turchia in pieno inverno ( dicembre gennaio) .Hobson e coll. sottolineano come le popolazioni di Polonia,Danimarca,Finlandia,Svezia negli ultimi decenni hanno incrementato notevolmente la tendenza a svernare alle stesse latitudini dei territori di origine .Potremmo noi dire ( annotazione personale) che è come se l’ impulso atavico di seguire le regole migratorie della “deriva dei Continenti” , non sia poi più così necessario e si può anche sopravvivere adattandosi a condizioni locali e con meno sforzo (!!??). Eccoci allora a considerare i Colombacci c.d. Migratori a lunga distanza : l’analisi di Hobson e coll. sulle origini ( più a Nord e più a Nord-Est della già citata area Centro Europea ) e sullo svernamento di questi “migratori a lunga distanza” ( solo il 10-13% nello studio specifico ) permette di affermare ancora quanto era stato già rilevato con l’inanellamento e cioè ” i migratori nati più a Nord migrano più a Sud rispetto ai migratori a breve-media distanza” . Infatti nei rilievi di Hobson e coll. questi grandi volatori sono stati trovati in maggioranza nelle aree più a Sud delle Regioni esaminate , e per questi c’è anche il dato non di poco conto – per il confronto evolutivo delle caratteristiche corporee e morfo strutturali – che hanno le ali più lunghe adatte a grandi e più duri periodi di volo . Hobson e coll. concludono affermando che le indagini con Isotopi stabili ( delta H) rientrano in una metodica di Ricerca ,sulle migrazioni , ancora giovane ed evolutiva comunque già tale da delineare con chiarezza scientifica e prudenza statistica su grandi numeri le aree di origine dei migratori. La metodica deve comunque integrarsi con le antiche collaudate ricerche con l’inanellamento ed oggi con il radiotracking satellitare,quale già applicato al Colombaccio in Portogallo e Francia ( Cohou V.-Faune Sauvage 293,2011 ) . Volendo azzardare una critica dilettantistica all’immenso lavoro di Hobson Keith A. e coll.- ormai svolto non solo sul Colombaccio ma anche sulla Beccaccia, come vedremo quì di seguito, e su altri migratori – dobbiamo rilevare che il Lavoro del 2009 non aveva un focus prioritario sulla migrazione di per se in atto ( stop-over inclusi) dato che il contingente esaminato era prelevato in Dicembre , quindi in condizioni di consolidato svernamento. Di fatto tutti gli immensi prelievi venatori effettuati nel pieno della migrazione ( ad esempio sui valichi Pirenaici ) non sono stati considerati , prelievi che portano con se il senso stesso della migrazione e che potrebbero lasciar meglio approfondire l’analisi dei rapporti maschi/femmine e giovani/adulti.Sempre nei termini di timida critica ci ha sorpreso il fatto che essendo l’area in esame la Francia , non sia stata considerata la linea migratoria certamente esistente che scende dalle Isole Britanniche ( Inghilterra,Irlanda,Scozia ) quali reali aree di origine ma possibilmente anhe di transito di contingenti partiti dalla Scandinavia . Sappiamo bene che numerosi studi condotti con i Radar confermano questa linea migratoria da Nord-est e poi direttamente a Sud della Manica verso la Francia Occidentale sino a Spagna , Portogallo, Marocco. Comunque dal fascino che deriva dall’intensità scientifica di questa Ricerca di Hobson e coll.,viene spontaneo considerare l’opportunità che tali studi con Isotopi ( come pionieristicamente promossi nel progetto WORM di Alessandro Tedeschi di Amici di Scolopax per la Beccaccia ) siano condotti anche in Italia e su grandi numeri di prelievo propriamente migratorio quale è possibile con il coinvolgimento di Cacciatori,Associazioni,ATC. È altresì ovvio rilevare che la linea Nord-Sud che scende dalle regioni Finnico-Scandinave , dai Paesi Baltici,Polonia,Bielorussia,Russia Occidentale e l’altra linea migratoria da Nord-Est a Sud-Ovest che scende dalla Russia,Ucraina,Romania,Ungheria,Austria, e soprattutto Est-Ovest da Bulgaria e da tutta la Penisola dei Balcani , ebbene queste linee Migratorie non siano scientificamente ben studiate per quanto riguarda i Combacci che proprio su queste linee scendono da noi.È questa una carenza (il Progetto Colombaccio del Club del Colombaccio sembra un primo passo concreto ) che riguarda l’Italia , ma anche la Grecia e più a Sud la Costa Nord Africana. Ci auguriamo che questa “recensione” – sempre da considerare dilettantistica e possibilmente non priva di errori interpretativi – svolta principalmente sul Lavoro di Hobson e coll.,di per se antecedente poichè riferito al 2009, possa consentire al Lettore una più facile ed aggiornata interpretazione di quanto Hobson e coll. riportano oggi , giugno 2013, per le Beccacce studiate in Francia e nella Penisola Iberica . Mi permetto quindi di reinserire una proposta di RICERCA , semplice nell’attuazione , che richiede solo la buona volontà di tutti a misurare le ALI del carniere giornaliero . In breve potremmo avere grandi numeri dai quali trarre elementi statistici , come nel Lavoro di Hobson.

MISURE ALI

Con una metodologia di per se anomala rispetto a quella consuetudinaria , si può misurare dall’articolazione scapolo-omerale sino alla punta della I o II remigante. VEDI ESEMPIO on-line https://plus.google.com/photos/103942035281038458760/albums/5951675145634750097
Di questo potremo riparlarne nei prossimi mesi per meglio standardizzare un metodo di raccolta . .

SVERNAMENTO E AMBIENTE

Di questo aspetto vorrei sottolineare la necessità di contributi e gestione da parte di chi ha specifica esperienza ed interesse , così come in passato riportato nel Forum. Il Colombaccio Scientifico resta in attesa delle Vostre domande , contributi , commenti e di tutto e di più.

Enrico Cavina
ecavinaster@gmail.com
ecavina@hotmail.com

RIFERIMENTI PARTICOLARI on-line
ANATOMIA
https://plus.google.com/photos/103942035281038458760/albums/5802439903337176049
https://plus.google.com/photos/103942035281038458760/albums/5952413426147196337 Organo Para Timpanico di Vitali ( il Barometro )

GUIDA allo Studio della MIGRAZIONE relazionata al tempo
https://plus.google.com/photos/103942035281038458760/albums/6050009914687936353

DATI STATISTICI su Migrazione del Colombaccio e Pressione Atmosferica
https://plus.google.com/photos/103942035281038458760/albums/6086432829554328737

MISURAZIONE ALI del COLOMBACCIO
https://plus.google.com/photos/103942035281038458760/albums/5951675145634750097