FORUM Club Italiano del Colombaccio

Lore

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Risposta #5 il: 01/12/2018 - 22:01
Denis il mio auspicio era ed è che il Club del Colombaccio in futuro possa fare il salto di qualità.
Ho perso fiducia nelle  AA.VV., penso più ad unioni con organismi analoghi, fuori dalle logiche associative. Per esempio con il club della Beccaccia ed altri.
Inoltre bisognerebbe sensibilizzare il mondo venatorio perché comprenda l'importanza che questa è la strada per garantire un futuro alla caccia in Italia.
Ciao Lorenzo

Denis

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Risposta #4 il: 01/12/2018 - 16:04
"Un altro problema che limita le possibilità di studio insite nell'attività venatoria riguarda la mancanza di fondi/finanziamenti per incentivare favorire queste importanti attività, che possono essere portate avanti dal mondo venatorio. Purtroppo le Istituzioni non sono molto inclini a finanziare progetti di studio/ricerca se portati avanti da associazioni di qualsiasi natura legate alla caccia"...........


Mah....parlando di finanziamenti a progetti di studi a me risulta ciò:
Nel 2004 nasce il GIFS France composto dalle 13 federazioni compartimentali di cacciatori delle 2 regioni del Sud-Ovest francese le quali ASSICURANO il funzionamento ed IN GRAN PARTE IL FINANZIAMENTO del GIFS France.
Poi ovvio che dimostrando attitudine, mentalità, cultura, volontà e portando risultati degli studi anche scientifici fatti presso il Parlamento europeo riescono a beneficiare di risorse che l'Europa indirizza per queste tematiche verso tutti i paesi.
[size=78%]IL PROBLEMA E CHE IL CACCIATORE ITALIANO E PROPRIO ASSENTE. [/size]L'Italia é assente.[/font]
Solo adesso, da ben troppo poco tempo, qualche accenno di studi, monitoraggi, equipaggiamenti con balise per il suivi satellitare a qualche specie di uccelli cacciabili da parte di qualche Ass.venatorie come Federcaccia e CCT (Confederazione Cacciatori Toscani).
Tanto di cappello.
I francesi sono partiti nel lontano 1998 con il GIIFS diventato poi GIFS France e GISF Euskadi ( Spagna).
Le riunioni che fanno i 2 GIFS ( Gruppo Investigativo Fauna Selvatica) ogni 2 anni sono organizzate a livello internazionale ma noi immancabilmente assenti ed in ritardo di 20 anni.
Peccato per il Club Italiano del Colombaccio che non riesce o non capisce che c'è un treno che passa a Bordeaux ogni anno due anni ma che immancabilmente sfugge e c'è pure un altro al Parlamento europeo che passa ogni due anni.

Sarà ora veramente di alleanze e sinergie per il Club Italiano del Colombaccio per non tenere nel cassetto gli studi fatti e gli studi scientifici futuri che ci mancano che si devono fare.
I cacciatori francesi del GIFS con i loro studi sono perfino riusciti ad avere deroghe per il Sud-Ovest francese sul Multching ossia possono lasciare le stoppie di cereali in atto dopo il raccolto anziché essere obbligati ad ararle subito dopo il raccolto come voluto dalle Direttive europee nell'Agricoltura e riusciranno perfino a fare rientrare nel patrimonio culturale le palombières mentre noi abbiamo abbandonato famose cacce tradizionale al colombaccio al loro destino di ruderi oramai quasi irrecuperabili.
A PROPOSITO PIU DI 400 I CACCIATORI HANNO COLLABORATO E COLLABORANO  VOLONTARIAMENTE  AI MONITORAGGI DI NIDIFICAZIONE, MIGRAZIONE E SVERNAMENTO DEI COLOMBACCI NEL SOLO SUD OVEST FRANCESE.
Un saluto a Tutti ,Denis



Sono cacciatore e fiero di esserlo, Denis.

Lore

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Risposta #3 il: 30/11/2018 - 12:42
Un altro problema che limita le possibilità di studio insite nell'attività venatoria riguarda la mancanza di fondi/finanziamenti per incentivare favorire queste importanti attività, che possono essere portate avanti dal mondo venatorio. Purtroppo le Istituzioni non sono molto inclini a finanziare progetti di studio/ricerca se portati avanti da associazioni di qualsiasi natura legate alla caccia.
Forse dovremmo anche noi strutturarci sotto l'aspetto organizzativo per poter partecipare a bandi Europei, che pure esistono, in materia "ambientale".
Per presentare progetti di studio, l'organizzazione scientifica deve essere supportata da una seppur minima attività amministrativa che possa districarsi fra i meandri della burocrazia regionale statale ed europea.
L'altro giorno ho visto su Sky una interessante trasmissione che parlava della caccia e dei cacciatori della regione francese della Linguadoca, cacciatori tenuti nella massima considerazione dalle istituzioni e destinatari di numerosi finanziamenti da parte della Regione stessa.
Speriamo.
Saluti. Lorenzo.

Enrico Cavina

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Risposta #2 il: 30/11/2018 - 05:26
Bene hai fatto Denis a ricordare tutte queste cose .
In parallelo ....guarda un po’ ....stavo preparando questo Aggiornamento di Colombaccio scientifico .

Il Club,la Caccia,la Ricerca : breve riflessione

Ripensando alle attività di Ricerca sviluppate con il Club in questi ultimi anni , credo sia bene sollevare alcuni dubbi .
Potrebbe essere che il potenziare la Ricerca ed il connesso coinvolgimento degli Iscritti e di altri Cacciatori ,crei un certo rigetto , insomma “ ma che ci frega di tutte queste robe “ .Per molti potrebbe essere così , una sensazione di fastidio che induce ad allontanarsi dalle attività del Club , in specie sul Website .Un fastidio che si acuisce poi durante le attività di Caccia sul palco ed oltre.
Forse in parte è proprio così per molti , e per questi è più importante leggere e partecipare a tutte quelle attività propriamente di preparazione e di attivazione della Caccia , specie in termini di Caccia Tradizionale . In tal senso il Forum fa la sua parte .
La Ricerca e l’interesse specifico nella Ricerca riguardano però ancora pochi appassionati , molti forse si sentono anche intimiditi dal partecipare ,a molti non gliene frega niente .
A tutti è bene ricordare , come fanno alcuni del Club, che solo con l’impegno e lo sviluppo nella Ricerca si potranno contrastare gli attacchi degli Ambientalisti che poi in definitiva riescono a creare limiti - anche importanti- alla Caccia vera .Un messaggio che dovrebbe arrivare nei meandri inesplorati di molte gestioni occulte o di “greppia” degli ATC .
 Credo che in un futuro prossimo anche il Direttivo del Club dovrebbe considerare questi aspetti,fare verifica reale e concreta delle attività svolte , rivedere - se necessario - alcune impostazioni e cambiarle,aprirsi a possibili realmente serie collaborazioni ecc. ecc.
Il lavoro svolto sinora ( vedi ad esempio tutto quello che è stato immesso su Italian Journal Woodpigeon Research ) è un lavoro importante sul piano strettamente scientifico  , ma riservato al godimento di pochi , ed altre iniziative del Club restano ancora da verificare nella loro validità o meno ( MCL , P C I , ad esempio ).
Un invito a riflettere - con serenità e moderazione - su queste considerazioni , sembra quindi calzante con il rilassante momento del “ fine stagione” .

Enrico Cavina
ecavinaster@gmail.com

Denis

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Risposta #1 il: 29/11/2018 - 20:14
Ho trovato sul web un articolo che parla di questa conferenza di ieri:
   " La caccia nell'anno Europeo del patrimonio culturale - Le sfide di oggi e di domani"

Articolo dove si legge che dovrebbe essere stato fatto il punto della situazione dell'attività venatoria in Europa ed in Italia.
Sembra sia stato fatto un focus sulla riforma della PAC (Politica Agricole Comune) e che siano stati trattati temi della caccia migratoria, con l'ausilio di nuovi dati scientifici messi a disposizione del mondo venatorio.
Nell'articolo si legge anche che è un piacere vedere come la voce dei cacciatori sia ascoltata e come sono compresi i problemi che talvolta le leggi portano al nostro mondo.
L'articolo dice anche che importante è anche il riconoscimento dei cacciatori nel monitoraggio delle popolazioni, con particolare allo status degli uccelli migratori.


Ora io dico :
1) Speriamo che la riforma della PAC prenda veramente in considerazione che certe normative europee che sono in contrasto con la protezione della fauna vengano abolite come, esempio
il Multching  che obbliga l'aratura delle stoppie subito dopo il raccolto e dovrebbe appunto essere messo al bando se si vuole veramente proteggere la fauna selvatica.
In certi paesi dell'Est, che dovrebbero essere presi ad esempio, vengono perfino multati gli agricoltori che osano arare prima che sia terminata la migrazione degli uccelli.
2) Speriamo anche che le coltivazioni di colture da bio gas siano previste con una certo limite massimo sul territorio anziché essere invasive ricoprendo intere regioni.
Territori che una volta terminato il raccolto sapete benissimo che non lasciano alcunché come nutrimento per la fauna selvatica tutta.
3) Visto che la voce dei cacciatori sembra sia ascoltata dal Parlamento Europeo (così riportato sul web) direi che una massima sollecitazione e spinta debbano essere date all'importanza che hanno oggi giorno gli studi e monitoraggi fatti dai cacciatori.
Monitoraggi che devono essere fatti nei vari periodi riproduttivo, migratorio e di svernamento.
Mi sembra purtroppo che questi monitoraggi siano invece molto snobbati dagli ATC, dalle ASS.venatorie e anche dalla maggior parte dei cacciatori.
Mi auspico quindi e spero che questa maggiore spinta agli studi della fauna migratrice venga data proprio dalle Ass. venatorie e da tutti i Comitati degli ATC.
Si sveglino, che é ora tutti quanti i cacciatori non partecipanti ai monitoraggi in quanto chi è contro di noi presenta al Parlamento Europeo i suoi monitoraggi e studi e se non abbiamo carta che canta nero su bianco da potere controbattere ben poche saranno le battaglie vinte in futuro contro il mondo anti caccia.
4) Speriamo inoltre che in quella conferenza siano state prese in considerazione e messe al bando in qualche modo le stragi perpetuate nei paesi del nord Africa dai locali sulla fauna migratrice come  tordi e tortore africane i quali vengono presi purtroppo con le reti a migliaia e migliaia ( vedere a proposito i video che girano sul web).
Sono cacciatore e fiero di esserlo, Denis.