FORUM Club Italiano del Colombaccio

walt46

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Risposta #9 il: 15/04/2019 - 09:49
Buongiorno, sarà come dite voi probabile che in certe Regioni il tutto sia sostenibile, ....pero io penso invece che fare guerre intestine, addirittura paventate restrizioni e tesserini per tipo di Caccia.....sarebbe bene.....e questo da Cittadini Italiani paganti gabelle in primis e da Cacciatori poi paganti tasse e concessioni varie PRETENDERE da due ministeri chiave AMBIENTE ED AGRICOLTURA il rispetto da parte di TUTTI i fruitori ECONOMICI del TERRITORIO dell HABITAT E DELLA FAUNA che insiste sullo stesso e favorirla.......non certo con la creazione di PARADISI VIRTUALI...o PARCHI COME MEGLIO SI CONVIENE....per maneggi vari e dare cioccolatini e poltrone ai vari animalambientalisti che ovviamente vedono quel che vogliono vedere.
Scusteami tanto.....ma qui nasce il problema degli squilibri nella fauna e flora tante SPECIE PROGREDISCONO e deprimono ancor piu il territorio ....e TANTE SI DIRADANO... proprio quelle legate al territorio ed oggetto di CACCIA stanziale e migratoria in particolare ....colpa dei Cacciatori??? NN credo proprio....piuttosto la GRAVE COLPA che abbiamo è aver fatto come gli animalambientalisti.....ci hanno dato il contentino....polli,caproni e cinghiali e invece di andare in PARADISO...... stiamo franando all INFERNO.... con il grido di dolore ma nn dolente delle nostre AAVV. Cosi è,se vi piace.Ciao. .

massimiliano

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Risposta #8 il: 15/04/2019 - 09:17
Condivido il pensiero di Rimescolo e Massimiliano, si andava daccordo con le squadre quando al cinghiale si apriva il 1 novembre.
Più di una mattina nel bel mezzo di ottobre mi son trovato i giacchetti arancioni sotto al capanno, non sono maleducati, anche se rispettano la legge dei 200 metri di rispetto da un appostamento nulla cambia, la caccia al cinghiale non si può esercitare vicino ad un appostamento se si vuol convivere in armonia, quindi 1 novembre mette tutti daccordo,stanzialisti e migratoristi e poi si va insieme.

La legge quadro ormai obsoleta e quasi impossibile da attuare e far rispettare va modificata,non ha mai soddisfatto le proprie necessità, nei tempi e nel modo.

La coercizione della 157 riguardo i migratoristi non ha senso, inutile e impossibile legare al proprio orticello chi predilige la migratoria,il calo demografico dei cacciatori è costante e preoccupante, la caccia alla migratoria va modificata, deve essere concessa la possibilità di andare almeno dieci giorni in un anno dove mi pare e a caccia con chi mi pare.

Solo il fatto che una linea immaginaria e discutibile autorizza o nega nello stesso giorno, a distanza di pochi centimetri la possibilità di cacciare lo stesso selvatico è un controsenso o no?,certamente una offesa all'intelligenza, quindi........

Non sono in sintonia con l'idea della caccia per specie,la locuzione "dividi e impera" a controllare e governare un popolo ha provocato rivalità e fomentato discordie, guerre, nel nostro caso un fantastico assist per il mondo anticaccia,"per specie" secondo me,è la fine della caccia.

Capisco Massimo il malcontento, non solo tuo, ma la maleducazione non ha legge che la cura. 

Educazione,etica e rispetto per gli altri,solo questo può far rinascere la caccia.

Sarà l'informazione? la gestione venatoria insipiente ad aver creato tanta discordia e malcontento? forse,il danno provocato alla caccia e all'economia del settore caccia è però irreparabile.

Saluti.

Vasco
Buongiorno Vasco,per adesso,nonostante la riforma Graziano Del Rio e i lingotti "d'oro promessi" con l'abolizione delle province (https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/07/13/province-il-grande-carrozzone-che-pensavamo-di-aver-abolito/3725696/),per quanto riguarda le aperture IN ZONE VOCATE al Re della Macchia,ovvero il tanto bistrattato cinghiale,nella mia regione Toscana,si è mantenuto per adesso quello che era il logico e naturale svolgersi pensato ed attuato dai nostri vecchi governanti,riguardo l'arco temporale e le date di apertura e chiusura caccia al sus scrofa. Ovvero,in provincia di Siena si inizia il 01-11 e si termina il 31-01 per quanto riguarda la caccia in battuta nelle Zone Vocate.Con sano e quieto vivere non chè rispetto di tradizioni tra le varie forme di caccia effettuate nei primi mesi dell'annata venatoria. Nelle NON VOCATE sempre in battuta con un massimo di partecipanti o singolarmente si inizia il 01 di ottobre.Ma capisci bene che le non vocate sono piccole macchie o perlopiù campi ove la presenza di tese è veramente irrilevante se non quasi nulla. Altresì lo svolgersi della nobile stanziale non risente ancora di conflittualità accentuate.Ognuno fa la sua senza tanti mal di fegati accentuati.Tutto questo per dire che in provincia di Siena,nel mese di ottobre,ancora convivono egregiamente le svariate forme di caccia .   A ragion per cui,il "divide et impera"da te citato,per me risulta quantomai azzeccato.Bada bene,fare attenzione alla parola CACCIA e non forme di intervento in art.37 nonchè il disastroso perpetuarsi della famigerata ed oramai in binario morto,LEGGE REGIONALE 9 febbraio 2016, n. 10-
Legge obiettivo per la gestione degli Ungulati.Una insulsa "legge mattanza" che autorizzava(autorizza) migliaia di persone abilitati con esami farsa,ad andare tutto l'anno a sparare indiscriminatamente a cinghiali a destra e manca,in barba alle più elementari logiche di gestione faunistica di fauna selvatica.E speriamo che la paura politica di perdere la poltrona,faccia fermare quanto prima tutto questo scempio. Buona giornata e auguri di Buona Pasqua a tutti.

Vasco

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Risposta #7 il: 14/04/2019 - 22:19
Condivido il pensiero di Rimescolo e Massimiliano, si andava daccordo con le squadre quando al cinghiale si apriva il 1 novembre.
Più di una mattina nel bel mezzo di ottobre mi son trovato i giacchetti arancioni sotto al capanno, non sono maleducati, anche se rispettano la legge dei 200 metri di rispetto da un appostamento nulla cambia, la caccia al cinghiale non si può esercitare vicino ad un appostamento se si vuol convivere in armonia, quindi 1 novembre mette tutti daccordo,stanzialisti e migratoristi e poi si va insieme.

La legge quadro ormai obsoleta e quasi impossibile da attuare e far rispettare va modificata,non ha mai soddisfatto le proprie necessità, nei tempi e nel modo.

La coercizione della 157 riguardo i migratoristi non ha senso, inutile e impossibile legare al proprio orticello chi predilige la migratoria,il calo demografico dei cacciatori è costante e preoccupante, la caccia alla migratoria va modificata, deve essere concessa la possibilità di andare almeno dieci giorni in un anno dove mi pare e a caccia con chi mi pare.

Solo il fatto che una linea immaginaria e discutibile autorizza o nega nello stesso giorno, a distanza di pochi centimetri la possibilità di cacciare lo stesso selvatico è un controsenso o no?,certamente una offesa all'intelligenza, quindi........

Non sono in sintonia con l'idea della caccia per specie,la locuzione "dividi e impera" a controllare e governare un popolo ha provocato rivalità e fomentato discordie, guerre, nel nostro caso un fantastico assist per il mondo anticaccia,"per specie" secondo me,è la fine della caccia.

Capisco Massimo il malcontento, non solo tuo, ma la maleducazione non ha legge che la cura. 

Educazione,etica e rispetto per gli altri,solo questo può far rinascere la caccia.

Sarà l'informazione? la gestione venatoria insipiente ad aver creato tanta discordia e malcontento? forse,il danno provocato alla caccia e all'economia del settore caccia è però irreparabile.

Saluti.

Vasco



Rimescolo

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Risposta #6 il: 14/04/2019 - 22:01
Grazie Massimiliano, buona domenica anche a te e famiglia, prima di Pasqua ci sentiamo.
La passera è sempre la passera! Solo la fetta di cocomero fresca ci va vicino.........

massimiliano

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Risposta #5 il: 14/04/2019 - 11:56
Non male, lo sottoscriverei anche in Toscana, con alcune modifiche:
- preapertura alla tortora, volpe, storni e corvidi
- cinghiale dal 1/11 al 31 gennaio
Onde evitare ricorsi a oltranza, scontri perenni, ecc...

Bravo Renato ! Condivido tutto ciò che auspichi con diligente e saggia moderazione nonchè cognizione di causa ! Una stratta di mano e buona domenica

Badger

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Risposta #4 il: 14/04/2019 - 09:50
Caro Giamp, si forse sei andato un po' oltre ma non troppo visto che ognuno può legittimamente avere la propria visione. Quello che condivido certamente è che bisogna prendere atto che come il titolo di un film "qualcosa è cambiato". La maggior parte dei nembrotte italici ormai sono "anta" come noi purtroppo e forse questo è proprio il male. Così come è difficile accettare il tempo che passa e che impone drastici mutamenti nella propria vita evidentemente è altrettanto difficile accettare che la caccia, nel suo insieme, non è più quella della nostra gioventù.
Eppure è sotto gli occhi di tutti. La piccola stanziale non esiste più, sostituita da polli colorati et similia, gli anatidi soffrono del progressivo, inesorabile scadimento degli ambienti a loro necessari, della migratoria si salva solo il colombaccio, i turdidi sono presenti solo nel periodo del passo e a volte, come quest'anno, neanche, non parliamo delle allodole che sono in netto calo. Qualche piccolo squillo di tromba per la lepre, almeno da noi, ma solo perchè è divenuta caccia da specialisti estremi. Resta il cinghiale, divenuto fenomeno di massa, mal gestito, anzi gestito solo nell'interesse della ciccia con i risultati che si vedono. Alla fine arriverà una bella peste suina, che è già presente oltre confine e la natura come sempre accade porrà rimedio inesorabile.
Dunque si imporrebbe un cambiamento di passo. Trovo surrettizio  l'imporre limitazioni assurde come quella del fagiano maschio, fagiano femmina. Non siamo in grado di operare tale scelta stante la carenza di selvatici reperibili, chiudi prima se credi altrimenti fai come il Piemonte qualche anno fa, che diceva di non sparare alle femmine di germano. Solo un incompetente, che non ha mai cacciato gli anatidi può non rendersi conto che era una misura totalmente inapplicabile. Allo sbrillume ti si buttano gli uccelli nel gioco e tu che fai? Prima gli domandi i documenti ovvio. Senza contare che il maschio di germano in prima stagione muta e sfido chiunque a distinguerlo, magari sotto la pioggia, dalla femmina. Ma andiamo avanti, Sarebbe l'ora di avere coraggio e introdurre la caccia per specie, con tanto di tesserini differenziati. Ami la caccia con il cane da ferma? Bene ma fino al 31 dicembre fai solo quella. Sei un migratorista? Ok ma fai solo quella caccia. E così per la lepre etc.  E infine il cinghiale, nuove regole, severe, che ti dicono che se ti piace il peloso suide, da ottobre alla fine fai SOLO quella. E a presidio di tutto ciò la semplice regola che se ti trovo con un animale diverso ti tolgo il tesserino per un anno. Difficile, mica tanto, io sono anni che non sparo una fucilata ad un capo di selvaggina che non sia un colombaccio. Non solo, da noi non si può cacciare la beccaccia se non hai il cane quindi questa regola per qualcuno vale già. Non si farà mai e sai perchè? Per il semplice motivo che non siamo cresciuti culturalmente, perchè per tanti ancora la caccia è ciccia, e se non abbonda il carniere non va bene. Altrimenti non si spiegherebbero tanti comportamenti, tutti oltre il lecito e il concesso,  che qui non citerò tanto li conosciamo tutti. Cosa vuoi siamo una classe di immaturi ma per noi non ci sarà l'esame di riparazione.Ciao

giamp50

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Risposta #3 il: 13/04/2019 - 22:24
Ovviamente ognuno di noi ha la sua visione generale della gestione faunistica e conseguentemente dell'attività venatoria ed anche in funzione della propria realtà ambientale ed umana.

Mi salta subito all'occhio quei primi sei giorni di ottobre in cui non vengono concessi i due giorni di caccia supplementari da appostamento.
Mi chiedo, ma perchè mai?
Tra l'altro la specie che gode di più ampia salute è proprio quella che sta anticipando ogni anno la sua venuta.
Vero che in fin fine si tratterebbe praticamente solo di un giorno, ma perchè questa differenzazione? Mi sembra molto, molto pericoloso per future restrittive voglie ambientaliste che potrebbero essere soddisfatte da politicanti in cerca di preferenze animaliste!

Differenzazione fine novembre/fine dicembre tra femmina e maschio di fagiano mi lascia molto ma molto dubbioso.
Siamo sicuri che il livello culturale della massa dei cacciatori sia preparata per onorare questa scelta e che invece non sia una ennesima penalizzazione solo per gli onesti?
Forse una chiusura unica all'otto di dicembre sarebbe più producente.
Nelle scelte bisogna tener conto anche dei meccanismi psicologici autoassolventi, "non è giusto, se fosse stato un maschio andava bene, mi vogliono penalizzare, quindi ..., e poi il cane è giovane ...".

E comunque sempre più ritengo che, nei limiti della fisiologia delle varie specie, le aperture e chiusure, in un sistema venatorio sostanzialmente pubblico come quello italiano, praticamente unica eccezione nel mondo, dovrebbero essere sempre più accorpate in modo da distribuire i nembrotti contemporaneamente in piu forme e su più specie, premendo così meno su singole specie, diversificando i luoghi e divertendoci così tutti molto di più e con meno fastidi.

Pertanto personalmente apertura unica la domenica compresa tra 27 settembre/03 ottobre, cinghiale compreso ma quest'ultimo nei giorni di martedì, venerdì e domenica (o sabato), in modo da ridurre al minimo il disturbo alle altre forme di caccia che si continuerebbero ad esercitare negli altri giorni.

Ovviamente alcune mattinate di preapertura per la tortora africana con limitazioni orarie dalla quarta domenica di agosto.
Alcuni anatidi.

Divieto di uso del cane da cerca in territori ATC.

Divieto di uso di armi semiautomatiche in territori ATC.

Divieto caccia alla beccaccia prima delle ore nove e dopo le ore quindici.

Abbattimento libero per tutto l'anno di corvidi, nutrie, cinghiali nei territori non vocati.
Anzi, ripristinando dei premi, come tanti anni fà.

Bè, si, sono andato un pò (tanto) oltre, necessita aggiornamento 157/92.

Rimescolo

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Risposta #2 il: 13/04/2019 - 15:47
Non male, lo sottoscriverei anche in Toscana, con alcune modifiche:
- preapertura alla tortora, volpe, storni e corvidi
- cinghiale dal 1/11 al 31 gennaio
Onde evitare ricorsi a oltranza, scontri perenni, ecc...
La passera è sempre la passera! Solo la fetta di cocomero fresca ci va vicino.........

Vasco

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Risposta #1 il: 12/04/2019 - 21:54
CALENDARIO VENATORIO PER LA STAGIONE 2019/2020

L'ESERCIZIO VENATORIO NELLA STAGIONE 2019/2020 E' CONSENTITO CON LE SEGUENTI MODALITA':


A) SPECIE CACCIABILI E PERIODI.                                                 

1) dal 15 settembre 2019 al 30 dicembre 2019 alle seguenti specie:   ALLODOLA - CONIGLIO SELVATICO – FAGIANO - MERLO – QUAGLIA -  STARNA –PERNICE ROSSA -  SILVILAGO;

2) dal 15 settembre 2019 al 30 gennaio 2020 alle seguenti specie  ALZAVOLA – GERMANO REALE – MARZAIOLA – COLOMBACCIO - CORNACCHIA GRIGIA – GHIANDAIA – GAZZA - BECCACCIA - BECCACCINO  -  CANAPIGLIA  -  CESENA - CODONE - FISCHIONE - FOLAGA - FRULLINO - GALLINELLA D'ACQUA - MESTOLONE - MORETTA - MORIGLIONE - PAVONCELLA - PORCIGLIONE  -  TORDO BOTTACCIO  - TORDO SASSELLO - VOLPE;         

3) dal 15 settembre 2019 al 31 ottobre 2019 alle seguenti specie :   TORTORA;

4) dal 15 settembre 2019 al 30 novembre 2019 per la specie FAGIANO femmina

5) dal 15 settembre 2019 al 8 dicembre 2019 alla  specie:  LEPRE;

6) dal 6 ottobre 2019 al 5 gennaio 2020  alla specie CINGHIALE nelle forme consentite; in relazione all'attività di controllo della specie effettuata direttamente ai sensi dell'art. 28 della L.R. n. 14/94, potranno essere predisposti  interventi di contenimento alla specie cinghiale nei giorni di settembre in cui è consentito il prelievo venatorio di cui alla lett. C).  La caccia al CINGHIALE nelle forme permesse è consentita esclusivamente nei giorni di giovedì, sabato e domenica. Per il prelievo di questa specie si raccomanda l'utilizzo di munizioni atossiche.

7) E' autorizzata con apposito atto dirigenziale, con le modalità previste dal regolamento regionale 27 luglio 1999, n. 23, la caccia di selezione alle specie DAINO e CAPRIOLO , in zone determinate, con sufficiente consistenza, dal 16 giugno 2019 al 14 luglio 2019 e dal 18 agosto 2019 al  5 ottobre 2019 e dall' 6 gennaio 2020 al 15 marzo 2020,  in modo articolato per ciascuna classe di sesso e di età delle specie considerate; il prelievo è consentito per cinque giorni alla settimana, fermo restando il silenzio venatorio nei giorni martedì e venerdì. Per il prelievo di queste specie si raccomanda l'utilizzo di munizioni atossiche.

8) Nelle aziende faunistico venatorie il prelievo delle specie autorizzate, ad eccezione degli ungulati i cui periodi sono indicati ai precedenti punti 6) e 7), effettuato comunque nel rispetto dei piani di prelievo autorizzati, inizia il  15 settembre 2019 e termina il 30 dicembre 2019, con esclusione delle specie FAGIANO (maschio e femmina), VOLPE, GERMANO REALE, COLOMBACCIO che possono essere prelevate fino al 30 gennaio 2020. Nelle aziende agri turistico venatorie il prelievo delle specie autorizzate ha inizio il 15 settembre 2019 e termina il 30 gennaio 2020.

9) Per la salvaguardia delle popolazioni svernanti di beccaccia in occasione di eventi climatici avversi l'Amministrazione Regionale si riserva al possibilità di sospendere la caccia alla specie in occasione di ondate di gelo che si prolunghino per più di tre giorni consecutivi, adottando un provvedimento di sospensione con determinazione dirigenziale e relativa pubblicazione dello stesso sul sito regionale e sui principali mezzi di informazione.

10) La caccia alla specie pernice rossa è consentita esclusivamente nella porzione di territorio regionale ricompresa tra il confine occidentale e la S.S. 3 Flaminia.

B) DIVIETI.

1) E' vietato abbandonare bossoli o altri rifiuti durante l'attività venatoria; gli stessi dovranno essere recuperati prima dello spostamento dal luogo di caccia.

2) E' vietata la preparazione degli appostamenti temporanei mediante taglio di piante da frutto o comunque di interesse economico, o con l'impiego di parti di piante                     appartenenti alla flora spontanea protetta.

3) La caccia è vietata, per dieci anni, nelle aree boscate percorse da incendi, ai sensi del comma 1 dell'art. 10 della legge 21 novembre 2000, n.353, in materia di incendi boschivi. I comuni provvedono al censimento e alla redazione degli elenchi e delle relative perimetrazioni, delle aree boschive percorse da incendi negli ultimi cinque anni.

4) Nel territorio destinato alla caccia programmata, nel periodo compreso tra il 1 gennaio 2020 ed il  30 gennaio 2020 la caccia alla selvaggina migratoria  è consentita esclusivamente da appostamento fisso o temporaneo con o senza l'ausilio del cane. Nel mese di gennaio la caccia alla beccaccia in forma vagante, è consentita esclusivamente con il cane, solamente all'interno di superfici boscate;  nel mese di gennaio la caccia agli acquatici  (alzavola, germano reale, marzaiola,  beccaccino,  canapiglia, codone, fischione, folaga, frullino, gallinella d'acqua,  mestolone,  moretta, moriglione,  pavoncella, porciglione), in forma vagante, è consentita anche con  l'ausilio del cane in prossimità di laghi e di fiumi, torrenti e canali artificiali con regolare portata d'acqua. L'uso del cane da seguita e da tana è consentito limitatamente per la caccia alla volpe in battuta, previo nulla osta degli ATC e per le battute al cinghiale di cui alla lettera A punto 6 .

5) La caccia alla beccaccia può essere condotta esclusivamente con cani appartenenti alle razze da ferma e da cerca, è vietato l'ausilio di cani appartenenti a razze da seguita.

C) GIORNI Dl CACCIA.

Nel mese di settembre, fatto salvo quanto previsto alla lett. A punto 7  la caccia è consentita i giorni: domenica 15, mercoledì 18, sabato 21, domenica 22, mercoledì  25, sabato 28 e domenica 29;  per la restante stagione venatoria, la caccia è consentita per tre giorni alla settimana a scelta del cacciatore, fermo restando il silenzio venatorio nei giorni di martedì e venerdì.

Nel periodo compreso tra il 7 ottobre 2019 ed il 30 novembre 2019 la caccia d'appostamento alla selvaggina migratoria in tutto il territorio regionale è consen­tita per 2 ulteriori giornate alla settimana con esclusione del martedì e del venerdì; in questo periodo il cacciatore deve annotare sul tesserino le 2 ulteriori giornate barrando solamente la apposita casella corrispondente, indicata dalla dicitura: migratoria gg aggiuntive (ott. - nov.), ferma restando, per la caccia vagante, la limitazione a tre giornate settimanali.

D) GIORNATA VENATORIA.

l' esercizio venatorio è consentito secondo gli orari di seguito specificati:

· dal 15  settembre al 30 settembre dalle ore 6,20 alle ore 19,15;

· dal 1  ottobre al 16 ottobre dalle ore 6,30 alle ore 18,45;

· dal 17 ottobre al 27 ottobre dalle ore 6,45 alle ore 18,30;

· dal 28 ottobre  al 15 novembre dalle ore 6,00 alle ore 17,15 (ora solare);

· dal 16 novembre al 30 novembre dalle ore 6,15 alle 17,00;

· dal 1 dicembre al 15 dicembre dalle ore 6,30 alle ore 16,45;

· dal 16 dicembre al 31 dicembre dalle ore 6,45 alle ore 16,45

· dal 1 gennaio al 15 gennaio dalle ore 6,45  alle ore 17,15;

· dal 16 gennaio al 31 gennaio dalle ore 6,30 alle 17,30;

Fanno eccezione:

    la caccia di selezione agli ungulati è consentita  da un'ora prima del sorgere del sole fino ad un'ora dopo il tramonto;
    la caccia alla beccaccia inizia un'ora dopo e termina un'ora prima degli orari di cui sopra;

E) CARNIERE

Per ogni giornata di caccia a ciascun titolare di licenza è consentito abbattere i seguenti capi di selvaggina:

1) FAGIANO - STARNA – LEPRE COMUNE - CONIGLIO SELVATICO: due capi complessivamente di cui una sola LEPRE e una sola STARNA;

2) QUAGLIA: 10 capi con un massimo di 25 capi a stagione;

3) TORDO BOTTACCIO – TORDO SASSELLO - MERLO e CESENA: 20 capi complessivamente;

4) ALLODOLA: 10 capi con un massimo di 50 capi a stagione;

5) ALZAVOLA- CANAPIGLIA- CODONE - FISCHIONE - GERMANO REALE - MARZAIOLA - MESTOLONE - MORETTA- MORIGLIONE - FOLAGA - GALLINELLA D'ACQUA – PORCIGLIONE - BECCACCINO - FRULLINO – PAVONCELLA - COLOMBACCIO: 10 capi complessivamente;

6) BECCACCIA: 3 capi con un massimo di 20 capi a stagione;

7) TORTORA: 10 capi con un massimo di 25 capi a stagione.

Il numero massimo complessivo di capi di selvaggina migratoria che è consentito abbattere giornalmente è di 20 unità.

F)    APPOSTAMENTI.

Gli   appostamenti fissi e temporanei di caccia di cui agli articoli 24, 25 e 26 della legge regionale 17 maggio 1994, n. 14, sono disciplinati nel modo seguente:

1)   Gli appostamenti fissi non possono essere installati ad una distanza inferiore a mt. 400 dai confini dei seguenti ambiti territoriali:

· Oasi di protezione;

· Zone di ripopolamento e cattura;

· Centri pubblici e privati di riproduzione di fauna selvatica.

Un appostamento fisso non può essere installato a meno di mt. 200 da un altro appostamento fisso. Un appostamento fisso al Colombaccio non può essere installato ad una distanza inferiore a mt. 500 da un altro appostamento fisso al Colombaccio. Gli appostamenti fissi al Colombaccio possono avere anche di più di un capanno purché si trovino tutti entro un raggio di mt. 50 dal capanno principale. La distanza tra due appostamenti al Colombaccio si misura dal capanno principale. Qualora ne ricorra la necessità, il proprietario ovvero il concedente dell'appostamento fisso può circoscrivere con tabelle l'area di pertinenza.

2) Gli appostamenti temporanei di caccia non possono essere installati a distanza inferiore a mt. 200 da appostamenti fissi e a meno di mt. 100 dai confini delle Oasi di protezione, delle Zone di ripopolamento e cattura e dai Centri pubblici e privati di riproduzione di fauna selvatica o da altro appostamento temporaneo. Qualora ne ricorra la necessità, il proprietario ovvero il concedente dell'appostamento fisso può circoscrivere con tabelle l'area di pertinenza.

3) Negli appostamenti fissi e temporanei è vietata la caccia alle seguenti specie di selvaggina: LEPRE, FAGIANO, STARNA, BECCACCIA e BECCACCINO.

4) In ciascun appostamento, sia fisso che temporaneo, con esclusione di quelli per la caccia al COLOMBACCIO ed agli ACQUATICI, la caccia non può essere esercitata da più di due persone contemporaneamente.

5) Negli appostamenti fissi è consentito l'uso di richiami vivi nel limite massimo di 40 unità di cattura e 40 unità di allevamento; negli appostamenti temporanei tale limite è di 10 unità di cattura e 10 unità di allevamento. È vietato usare o detenere, durante l'esercizio della caccia, richiami vivi accecati o mutilati e richiami acustici a funzionamento meccanico, elettromeccanico o elettromagnetico con o senza amplificazione del suono.

6) Il cacciatore al termine dell'attività venatoria ha l'obbligo di rimuovere i residui derivati dall'esercizio venatorio e, nei terreni coltivabili, ha l'obbligo di rimuovere tutti i materiali usati per l'allestimento dell'appostamento. Nell'allestimento dell'appostamento è consentita l'apposizione di materiale vegetale secco nel campo di tiro.

7) E'  proibita la caccia in botte.

8) E' assolutamente vietato segnare in qualsiasi modo e con qualunque mezzo il luogo in cui si allestirà l'appostamento temporaneo.

G) DISCIPLINA DELLA CACCIA NEI VALICHI MONTANI E NELLE ZONE A PROTEZIONE SPECIALE.

E' vietato qualsiasi tipo di attività venatoria a meno di mt. 1.000 dai valichi montani indicati nell'elenco  in calce al presente Calendario venatorio.

Nelle Zone a protezione speciale (ZPS) non ricadenti all'interno di ambiti protetti:

    è vietata l'attività di addestramento cani prima del 1 settembre;
    nel mese di gennaio è consentita l'attività venatoria in forma vagante, ad eccezione della caccia agli ungulati, solamente nei giorni di giovedì e domenica;
    nei mesi di gennaio è consentita l'attività venatoria da appostamento fisso o temporaneo per due giornate alla settimana a scelta tra giovedì, sabato e domenica;
    nelle zone umide naturali e artificiali (compresi i prati allagati) ed in una fascia di rispetto di 150 metri dai loro confini è vietato l'uso dei pallini di piombo;
    è vietato l'abbattimento di esemplari appartenenti alla specie moretta (Aythya fuligula).

H) TESSERINO PER L'ESERCIZIO VENATORIO.

Per ogni giornata di caccia l'intestatario del tesserino venatorio deve annotare sullo stesso in modo indelebile e negli spazi all'uopo destinati,  la modalità di caccia, la giornata prescelta al momento dell'inizio dell'attività venatoria che avviene con il caricamento dell'arma;  i  capi appartenenti alle specie di cui alla lettera E) devono essere annotati subito dopo l'abbattimento. Nel caso in cui viene esercitata la caccia al cinghiale nelle forme consentite,  nella medesima  giornata non è possibile esercitare altre forme di caccia e deve essere marcato esclusivamente lo spazio appositamente predisposto.

Il tesserino deve essere riconsegnato, entro il 31 marzo. Per ottenere il rilascio del tesserino per la successiva stagione venatoria  si deve  conservare ed esibire la ricevuta timbrata dalla Regione o dall'associazione, che ne attesta l'avvenuta riconsegna.

    ADDESTRAMENTO E ALLENAMENTO CANI.

L'addestramento e l'allenamento dei cani è consentito dal 18 agosto al 12 settembre 2019, dall'alba fino alle ore 12 e dalle ore 16 al tramonto, escluso il martedì e il venerdì di ciascuna settimana, in tutto il territorio regionale, con l'eccezione dei terreni in attualità di coltivazione.  L'addestramento e l'allenamento dei cani è consentito a non meno di mt. 500 dalle Aziende faunistico-venatorie.

L) CONTROLLO DELLE SPECIE:

Per ragioni di tutela del patrimonio faunistico, delle produzioni agricole e zootecniche o per motivi sanitari, la Regione può autorizzare, con le modalità previste dall'art. 19 della legge 11 febbraio 1992, n. 157 e dall'art. 28 della legge regionale 17 maggio 1994, n. 14, piani di controllo, anche mediante abbattimento, di specie di fauna selvatica o ridurre i periodi di caccia a determinate specie.

M) RESIDENZA VENATORIA.

1) Possono esercitare l'attività venatoria negli ambiti territoriali di caccia dell'Umbria i cacciatori non residenti in regione, provenienti da regioni o province, con cui siano stati stabiliti protocolli d'intesa interregionali o interprovinciali ai sensi degli artt. 14,15 e 16 del regola­mento regionale 1 ottobre 2008, n. 6, per la gestione degli ambiti territoriali di caccia. I Comitati di Gestione degli Ambiti Territoriali di Caccia possono ammettere quote di cacciatori extraregionali, non superiori a cento unità per ciascuna regione di provenienza, indipen­dentemente dalla formalizzazione di accordi, purché si siano verificate le condizioni di reciprocità di accesso.

2) I cacciatori in possesso della residenza venatoria in Umbria possono esercitare l'attività venatoria a partire dal primo giorno della stagione. I cacciatori anagraficamente residenti in Umbria, che hanno scelto la residenza venatoria in regioni diverse dall'Umbria possono esercitare l'attività venatoria a partire dal primo giorno della stagione venatoria purchè iscritti in un ambito territoriale di caccia umbro.

3) La caccia alla sola selvaggina migratoria, per un massimo di 20 giornate, mediante prenotazione giornaliera, può essere svolta in Umbria dai cacciatori provenienti dalle regioni che hanno aderito al sistema interregionale di teleprenotazione o che hanno stipulato specifici accordi con la Regione Umbria, in applicazione dell'art. 14 del regolamento regionale 1 ottobre 2008, n. 6, a partire dal 1 ottobre.

4) La Regione e i Comitati di Gestione degli Ambiti Territoriali di Caccia possono stabilire, nell'ambito delle intese per la mobilità dei cacciatori, accordi di reciprocità che prevedano la ammissione dei cacciatori a partire dal primo giorno della stagione venatoria, in deroga al precedente punto 2).

N) PARCHI NATURALI E AREE CONTIGUE:

E' vietata l'attività venatoria nel territorio dei Parchi naturali e delle aree naturali protette, così come individuate dalla legge regionale 3 marzo 1995, n. 9 e nel territorio del Parco nazionale dei Monti Sibillini, così come individuato dal decreto del Presidente della Repubblica 6 agosto 1993. In applicazione dell'art. 7 della legge regionale 13 maggio 2002, n. 7, all'interno delle aree contigue del parco del Monte Cucco e del parco fluviale del Tevere così come delimitate dalla L.R. n. 9/95 possono esercitare la caccia coloro che hanno la residenza venatoria nell'ATC dove ricade l'area.

Per quanto non previsto nel presente Calendario venatorio si applica la legge 11 febbraio 1992, n. 157 e la legge regionale 17 maggio 1994, n. 14 e successive modifiche.

ELENCO VALICHI MONTANI

Provincia di Perugia: Villa Corgna e Ranchicchi - Comune di Lisciano Niccone dalla località Belvedere a quota mt. 702 alla località Poggio Castelluccio a quota mt. 741.

Provincia di Terni: Piano Peloni - Comuni di Guardea e Avigliano Umbro, dalla località Monte Pianicel Grande a quota mt. 895 a M. Castellari a quota mt. 836.